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Ally Starter pack: Antirazzismo

Essere alleati antirazzisti

Essere alleati, ally, significa stringere un vincolo di alleanza, unirsi ad un’altra parte per raggiungere un obiettivo comune. L’alleanza necessita di una base di solidarietà ma la supera, poiché quest’ultima non produce necessariamente comportamenti ed azioni. Alleanza è assunzione di un impegno

Antirazzismo

Essere antirazzista significa assumere un atteggiamento attivo nei confronti della lotta al razzismo. Implica la volontà e l’azione mirate a destrutturare il razzismo in tutte le sue forme, partendo dal sé. L’antirazzismoè lo spazio di azione che trasforma la persona solidale in alleato delle persone BIPOC

Manifestazione #BlackLivesMatter a Milano 2/06/2021

Ascolto

La prima grande azione antirazzista che come ally dobbiamo compiere è l’ascolto. Ascoltare le parole e le voci, imparare e lasciare che questi veicoli cambino la realtà che vediamo. Perchè ciò che vediamo è sempre inficiato dal vizio di forma del privilegio. Quindi prestate orecchie, occhi e mente alle voci delle persone BIPOC. L’ascolto genera consapevolezza e informazione, le migliori antagoniste del razzismo.

Libri consigliati

  • “Why I’m no longer talking to white people about race”, Reni Eddo-Lodge
  • “Donne, razza e classe”, Angela Davis
  • “E poi basta. Manifesto di una donna nera italiana”, Esperance Hakuzwimana Ripanti
Esperance Hakuzwimana Ripanti durante una manifestazione a Milano

Microaggressioni

Le microaggressioni sono comportamenti razzisti, verbali, comportamentali o ambientali completamente normalizzati che, talvolta, si è portati a difendere proprio perché percepiti come poco impattanti. Esempi di microaggressioni sono il chiedere costantemente la provenienza alle persone BIPOC, chiedere se sono musulmane sperando in una risposta negativa, fissarle sui mezzi, mostrare le foto di un viaggio in Africa ad ogni persona nera che si incontra, esotizzare i corpi delle donne BIPOC, semplificare i nomi. Le microaggressioni possono essere aperte, quindi deliberate e finalizzate ad arrecare un danno all’altra persona, oppure nascoste, quindi compiute senza consapevolezza di ciò che significano. In società permeate dal razzismo sistemico, le “nascoste” sono diffuse e non percepite da chi non ne è afflitto.

Macroaggressioni

Le macroaggressioni sono aggressioni su larga scala o palesi. Violenza verbale o fisica, aggressioni e discriminazioni sistemiche sono diffuse e ripetute e sfociano, più spesso di quando vogliamo accettare in omicidi.

Si tratta di crimini d’odio, spesso istituzionalizzati, quindi commessi o istigati dalle istituzioni o da chi le rappresenta.

Non sono razzista

Non essere razzisti non è abbastanza, ma, soprattutto, siamo davvero sicuri di non esserlo? Se una persona ci fa notare che stiamo tenendo un comportamento razzista e non vogliamo accettarlo, non sarà che stiamo difendendo un tremendo privilegio costruito, letteralmente, sulla pelle altrui? Ecco, prima di rispondere “non sono razzista” sarebbe meglio chiedersi “ma non sarò razzista?”. In un paese come il nostro il cui il retaggio coloniale, razzista e fascista permea ancora il tessuto sociale il razzismo deve essere disimparato.

Italiani brava gente

Cosa vuol dire essere italiani? Perché alcuni di noi lo sono ed altri no? Non tutti gli italiani sono riconosciuti tali e questo è un fallimento per lo stato e per tutti noi che ne facciamo parte. L’Italia non è bianca, cattolica, eterosessuale, benestante, temporaneamente abile, magra e cisgender. L’Italia sono le persone, tutte. Ci piace considerarci brave persone fino a quando non dobbiamo fare la cosa giusta. L’ultima volta che, in silenzio, abbiamo accettato esclusione e discriminazione, che ce ne siamo resi complici, il binario 21 della Stazione Centrale ha iniziato a riempirsi di persone da deportare.

Essere ally, e quindi antirazzisti è il minimo indispensabile, essere parte della lotta è la responsabilità minima che dobbiamo assumerci.

Perchè essere ally antirazzisti?

Non dobbiamo essere antirazzisti per un tornaconto personale, e quindi non esserlo se non traiamo beneficio dalla cosa, dobbiamo esserlo perché è la cosa giusta da fare.

Le persone razzializzate non hanno bisogno di essere salvate da scintillanti cavalieri bianchi, sia chiaro.

Hanno il diritto di essere ascoltate, rappresentate, rappresentare e avere una società civile alleata e consapevole.

Ora e sempre antirazzistə.

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