10 Consigli per un viaggio animal cruelty free

Febbraio 7, 2019 Always Ithaka No comments exist

Gli animali sono una delle attrazioni principali in molti paesi. Spesso sono la ragione alla base della scelta del viaggio. Ma come fare a capire quando si sta pagando per un’attività che non ne tutela la dignità? In questo piccolo vademecum in punti abbiamo raccolto gli elementi fondamentali che differenziano le attività che danneggiano gli animali da quelle che li tutelano.

1 Toccare gli animali

Se puoi toccarlo, allora non farlo! Gli animali selvatici non sono abituati al contatto con l’uomo, perciò se vi venisse proposta un’attività in cui è compreso il petting di una specie animale, sappiate che questa è stata indotta ad obbedienza con pratiche violente necessarie a distruggerne istinti e  asservirne la personalità.

2 Sembra quasi un uomo!

Qualunque attività umana svolta da un animale è assolutamente contro natura. Dagli elefanti che dipingono, alle scimmie che ballano, passando per i serpenti a braccio sino ai gibboni che fumano, agli animali impiegati in queste forme di intrattenimento è stato imposto un addestramento brutale, fatto di percosse, scosse elettriche e droghe per inibirne le reazioni. Spesso inoltre, si tratta di esemplari giovani che non hanno ancora sviluppato istinti di difesa, una volta sopraggiunti i quali verranno abbattuti.

3 A dorso d’elefante

Gli elefanti asiatici sono da sempre stati usati dalle popolazioni rurali per il trasporto di materiali pesanti. Oggi l’attività è stata convertita in attrazione turistica ed il carico sono le persone. Per quanto sembri assurdo pensarlo, la struttura ossea della schiena degli elefanti non è adatta a sopportare pesi, seppur minimi. Perciò una portantina in legno, con quattro persone ed un mahut, costituisce un pericolo per il pachiderma, tant’è che quando gli esemplari cominciano a sviluppare le prime patologie vengono abbattuti o spostati ad altre funzioni turistiche.

elefante

4  Ci sono catene?

Se vedete una catena, c’è qualcosa di profondamente sbagliato. A Phuket abbiamo visto nell’arco di un singolo giro in moto, nell’ordine, un esemplare cucciolo di elefante alla catena in un giardino, due pappagalli legati ed una scimmietta costretta ad un albero da una catena. Tutti circondati da turisti pronti per il selfie. Privare un animale della sua libertà è brutale, barbaro ed osceno. Alimentare questo genere di attività per una foto social è un pericolo, poichè porta ad una condivisione istantanea di un’esperienza crudele con il rischio che venga percepita come positiva. Il discorso è il medesimo per gabbie, sbarre o teche, nulla di tutto ciò è naturale.

animali

5 Come un pesce fuor d’acqua.

Estrarre un animale dal suo elemento naturale non va mai bene. Immaginate per un attimo che la situazione fosse invertita, che uno squalo delle Maldive fosse in ferie in Sardegna e per farsi una foto con voi vi acchiappasse dai piedi tenendovi la testa sott’acqua. Potreste affogare, per così poco. Lo stesso vale per qualunque animale, marino o terrestre. In questo contesto, non vale la regola dei cinque secondi. Anche un istante di stress può essere fatale,soprattutto per i piccoli esemplari.

6 #l’hosalvato

Salvare un animale, in qualunque circostanza, è una cosa buona. Se trovate una tartaruga intrappolata mentre siete in barca, issatela a bordo e liberatela. Per immortalare l’evento e diffondere il messaggio cercate di non trattenere l’animale troppo a lungo. Documentate il salvataggio, il rilascio, ma non anteponete la foto, il ricordo, voi stessi, al suo ritorno in libertà.

7 Artisti di strada

Dai punkabbestia agli incantatori di serpenti di Marrakesh, è pieno di saltimbanchi o persone senza fissa dimora che hanno scoperto il potenziale economico degli animali. Un senza tetto con un cane guadagna in media il doppio di chi si presenta solo, un incantatore di serpenti, un ammaestratore di scimmie guadagna il triplo di un venditore ambulante. Ricordatevi che, anche in questo caso, l’obbedienza è stata imposta con violenze che sfociano spesso e volentieri in torture.

8 Nuotiamo insieme

Nuotare con la fauna marina è un’esperienza meravigliosa, talmente emozionante da lasciare senza fiato. Purtroppo, però, non sempre si tratta di un’esperienza altrettanto piacevole per gli animali. Cercate di prediligere enti dichiaratamente eco friendly, disposti a prendersi del tempo per istruirvi sul modo migliore per non infastidire gli animali. Se avete l’impressione che siano gite affollate, in cui enormi barconi carichi di turisti veleggiano verso la meta,cercate di evitare di prendervi parte. Potrebbe comunque capitare che finiate in mezzo ad una simile bolgia, è successo anche a noi, in questo caso cercate di mantenere un comportamento corretto, evitate di gareggiare per avvicinarvi il più possibile all’animale, evitate movimenti bruschi o rumori forti e, soprattutto, non toccatelo.

delfini

9 Instagrammabile

In tutto il mondo troverete qualcuno disposto a farvi pagare per una fotografia con una scimmietta, un serpente o un elefante che sia. A Phuket abbiamo visto un ragazzo girare con una grossa iguana nelle spiagge più famose, proprio per vendere ai turisti questo servizio. Non accettate di farlo. Si tratta sempre di animali tenuti in cattività, schiavizzati per una fotografia del valore di pochi euro. 

10 Cosa mangiano gli animali?

Una delle pratiche più comuni per attirare gli animali è l’uso di esche. Talvolta è persino concesso al turista di acquistare il “mangime” per nutrire da sè l’animale di turno. Anche in questo caso, non si tratta di un’attività positiva per gli animali poichè interrompe il loro ritmo naturale, abituandoli ad aspettarsi cibo, spesso a base di zucchero per alimentarne la dipendenza, dagli esseri umani. Le conseguenze sono le più banali, da un eccesso di aggressività fino a gravi danni alla salute dell’animale.

Quindi cosa fare?

Queste sono solo linee guida, idee e spunti per riflettere se ciò che viene offerto è realmente un’esperienza positiva per entrambe le parti o se è solo una semplice scorciatoia per una foto esotica. Putroppo, anche stando attenti, potreste capitare in situazioni in cui gli animali non sono trattati con il rispetto che meriterebbero. Nel caso capitasse, non disperate. Fotografate ciò che vi disturba e riportatelo al WWF o all’ENPA. Vi capiterà ancora più spesso di notare persone cedere a questo genere di comportamenti, gli animali purtroppo sono scarsamente tutelati, fatevi forza, fotografate,denunciate e cercate di spiegare il vostro punto di vista a chi avete di fronte. Il più delle volte noi abbiamo trovato comprensione e solo raramente la cosa è sfociata in litigio. Il genio dello squalo qua sopra è una di queste eccezioni.

Potrà sembrare assurdo ma ogni singola azione può innescare un cambiamento, boicottando il mercato della crudeltà animale agirete per sopprimerla, incentivando attività più rispettose.

E per vedere gli animali?

Non disperate, non dovrete rinunciare alle esperienze a stretto contatto con gli animali, anzi. Scoprirete che nel mondo delle attività di tutela avrete occasioni di interazione più genuine e,soprattutto,utili. In tutto il Regno Unito, ad esempio, esistono dei santuari in cui animali salvati da maltrattamenti vengono riabilitati e rimessi in libertà, quando possibile. In Italia i parchi nazionali offrono spedizioni per l’avvistamento della fauna e per la sua tutela impareggiabili. Sul sito del WWF troverete la maggior parte delle attività che rispettano ed aiutano gli animali ma non solo! Grazie alla nuova ondata ambientalista, in tutto il mondo sorgono associazioni animaliste come quella a tutela dei randagi della Thailandia, il Gibbon Rehabilitation Project, Il centro per gli avvistamenti degli squali balena alle Maldive e via discorrendo.

Se avete provato qualche attività che tuteli gli animali, scriveteci in privato, non solo elaboreremo una lista fruibile a tutti ma vi daremo spazio e voce sul nostro blog e sui nostri social!

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Se,invece, avete voglia di fare di più perchè non un’adozione a distanza? Il WFF aspetta solo voi!

 

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