8 Date Per capire Cuba

Otto, o poco più, momenti cruciali della storia Cubana che hanno disegnato le forme della sua attuale realtà.

07 Febbraio 2017 / by Always Ithaka

Martina Miccichè

Strade di Cuba a l'Avana

  • 10 marzo 1952, Fulgencio Batista, presidente Cubano fino al 1944 e padre di una delle costituzioni più liberali mai entrare in vigore sull’isola, smette i panni del funzionario statale illuminato per quelli del corrotto golpista. Per avere il denaro necessario alla sua nuova ascesa ai vertici governativi, Batista scende a patti con la criminalità organizzata, predisponendo nella capitale cubana un summit con tutti gli esponenti delle famiglie mafiose più potenti, promettendo di fare di Cuba un paradiso per traffici e riciclaggio in cambio di denaro. Al contempo si accorda con i capitani d’industria americani con cui era venuto in contatto durante la sua permanenza in Florida nel periodo del mandato del suo avversario principale, Grau. Il colpo di stato militare, venne portato a compimento tre settimane prima della regolare consultazione elettorale e istituì un governo dittatoriale che fu riconosciuto dagli U.S.A dopo due settimane. Segna l’inizio della storia attuale di Cuba. (per saperne di più  leggi “cubanità, chiavi di lettura per un’isola immobile“.)
  • Gannaio 1959. Dopo tre anni di strenua guerriglia, vissuta nelle giungle e nelle strade dell’isola, Fidel Castro Ruz alla guida del movimento del 26 luglio (M-26-7),rovescia definitivamente il potere di Batista, il quale fugge dall’isola per rifugiarsi dapprima in Portogallo e poi in Spagna, dove rimarrà sino alla fine dei suoi giorni. Castro assume la carica di primo ministro, che manterrà fino all’abolizione della stessa a metà degli anni 70, e promuove una riforma agraria volta ad attaccare il monopolio della United Fruit. Si attesta su posizioni politiche riformiste-liberali.
  • 1961,La Baia dei Porci. Gli attriti tra Cuba e gli U.S.A non tardarono a manifestarsi. Quello che inizialmente pareva al governo a stelle e strisce come un afflato rosso e filosovietico si rivelò essere un’alleanza economica e militare , iniziata con la volontà del paese caraibico ad acquistare petrolio dall’Unione Sovietica. Gli U.S.A interruppero tutte le relazioni diplomatiche con l’isola. Fu Krusciov a tessere le maglie dello stretto legame con Cuba, che portarono in breve tempo alla consegna di armamenti militari, anche nucleari, di origine sovietica. Gli U.S.A, dopo un acceso tira e molla con Krusciov riguardo potenziali ritiri di armamenti NATO sul confine sovietico in cambio dello smantellamento dei missili presenti sul territorio cubano, inviarono un contingente militare alla Bahìa de los cochinos con l’intento di aizzare una sollevazione popolare contro Castro. L’attacco fallì e rimase l’incognita interpretativa riguardo al mancato supporto aereo che il presidente Kennedy non inviò alle truppe alla mercè del destino. Quel che è certo è che i soldati inviati dall’esercito statunitense erano, per la maggior parte esuli cubani. La battaglia fratricida terminò con la vittoia di Castro, che di lì a pochi giorni avrebbe annunciato la sua svolta comunista-leninista.
  • 26 dicembre 1991, la dissoluzione ufficiale dell’Unione Sovietica priva Cuba del suo più potente alleato, lasciandola alla mercè della potenza statunitense. Come conseguenza l’economia, che attingeva a piene mani da ingenti sussidi sovietici, crollò. Il paese già pativa le conseguenze del famigerato embargo imposto a partire dalla metà del 1960,inizialmente come interdizionedelle importazioni di canna da zucchero da Cuba ed evolutosi qualche mese più tardi nel bloque che tutt’oggi conosciamo. Castro, proclamò allora il famoso periodo especial, che impose ai cubani una serie di restrizioni atte a permettere la sopravvivenza dell’isola nonostante fosse completamente isolata. L’isola potè riprendere fiato solo nei primi 2000 quando l’Havana strinse legami economico-solidali con il Venezuela che portarono alla creazione de ALBA, associazione bolivariana per le americhe.
  • Luglio 2006, Fidel Castro si fa da parte lasciando i fili del potere nelle mani del fratello, Raul Castro Ruz il quale promosse una serie di riforme che aprirono una nuova parentesi economica ed ideologica a Cuba. Infatti, grazie ai nuovi provvedimenti, i Cubani poterono approcciarsi all’acquisto di beni di consumo,quali cellulari, stereo, televisori, iniziarono a lavorare negli hotel turistici, ebbero la concessione di possedere e vendere auto. Questa parabola di liberalizzazione sta ancora oggi disegnando il suo percorso, tant’è che da qualche anno è stato consentito ai cubani di acquistare e vendere case su territorio cubano, cosa che prima non era nemmeno ipotizzabile.
  • Luglio 2015, come attestazione di buona volonta U.S.A e Cuba permettono la riapertura delle reciproche ambasciate. Questo atto è stato considerato la firma definitiva all’intenzione di Barak Obama di sopprimere l’embargo entro la fine del suo mandato. Storica la visita del presidente U.S.A a Cuba avvenuta nel 2016. Nel medesimo anno, a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro, sono stati celebrati l’approdo della prima nave turistica proveniente dagli Stati Uniti e l’atterraggio del primo volo commerciale decollato da suolo statunitense.
  • 25 novemebre 2016, il Lider Maximo muore dopo lunga malattia, all’età di 90 anni, stabilendo il record di longevità per un dittatore. I suoi record riguardano anche la durata stessa della carica che ha reso la sua la dittatura quella di più lungo corso nella storia del mondo. Inoltre, pare sia stato oggetto di non meno di 638 attentati. Questi fatti hanno reso la figura di Fidel quasi mitologica agli occhi dei Cubani che ne parlano come fosse un dio immortale, che ha scelto quando andarsene e a che condizioni.
  • 9 novembre 2016, Donald John Trump viene eletto presidente degli Stati Uniti d’America. Il neoeletto 46° presidente aveva già mostrato interessi verso l’isola a partire dal 1998, inziando a mandare emissari per valutare le possibilità commerciali sull’isola, l’interesse, rimasto alto fino al 2015, riguardava l’apertura di strutture alberghiere e campi da golf. Attualmente l’intenzione commerciale rimane aperta e desiderata da Trump ma a condizioni molto più favorevoli per gli U.S.A di quanto Cuba sia disposta a concedere. Le sue dichiarazioni riguardo la morte del Lider Maximo hanno innescato una serie di preoccupazioni nella popolazione tanto quanto nel governo, evolutesi in nuovi focolai di diffidenza quando ha annunciato pubblicamente che “Cuba dovrà operare un cambiamento, altrimenti l’accordo salterà”. Il mutamento a cui auspica il neopresidente va contro le possibilità cubane attuali e la volontà dell’isola di non piegarsi agli Stati Uniti, pur, paradossalmente, rispecchiando il desiderio di possesso sentito dalla popolazione. (per saperne di più,Cubanità, chiavi di lettura di un’isola immobile.)

bagaglio

Tony Judt “La crisi: Kennedy, Krusciov e Cuba” , edito in Italia da Editori LaTerza  nella raccolta di saggi “L’età dell’oblio. Sulle rimozioni del ‘900“.

G. Sabbatucci, V.Vidotto “Storia contemporanea. Il Novecento“.

Eric Hobsbawm: “Il secolo breve 1914-1991“.

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