Amsterdam Pride

Maggio 14, 2018 Always Ithaka No comments exist

14 Maggio 2018 / by Always Ithaka

Martina Miccichè

Amsterdam è serena. Si muove frenetica ma con l’ordine di chi possiede uno scopo. Oggi è quello di raggiungere la Canal Parade. Sciami di persone coloratissime e sorridenti si muovono ondeggiando per le vie della città. Ci lasciamo trascinare dalla folla, per quanto, di questi tempi, le folle e le grandi città sono sinonimo di paura. Ma oggi, ci proviamo,fino in fondo. Perchè oggi è un giorno di festa e di rivendicazione. Passa un gruppo di ragazzi, travestiti da marinai. Cerco di tirar fuori la macchina fotografica ma sono già stati ingurgitati dalla folla. Mi dispiace, avrei davvero voluto fotografare quel ragazzo con la maglietta recante la scritta “feminist”. Una ragazza ci lascia in mano due bandierine con l’arcobaleno. Una coppia di turiste viene scacciata da un gazebo a bordo canale perchè appartenente ad una festa privata. Palloncini a forma di pene intralciano le vie, formando enormi agglomerati rosa pelle sopra la testa del venditore. L’alcol scorre a fiumi. La musica impazza. La gente è ostentatamente sopra le righe.

Una ragazza color arcobaleno fluttua nel mezzo del canale, saldamente agganciata alla sua Fly board volteggia e incita la folla. La Parata sta passando. Ci arrampichiamo in un cantiere e ci ritroviamo proprio in prima fila. Le barche sfilano. Avvocati. Pompieri. Dottori. Postini. Tutti con un messaggio, offrendo uno spettacolo a tema. Ci sono ballerini di pole dance, cantanti, performer, colori e fumogeni accompagnati da esplosioni di giubilo. Siamo attorniati da circa mezzo milione di persone, giunte da tutta Europa per celebrare uno dei Pride più scenografici del continente. Sono persa dietro il mio obiettivo, accecata dai colori accesi, intontita dalla musica e seriamente votata a non cadere in acqua.  Tutti fremono esaltati, in preda ai festeggiamenti. Gli slogan svettano contro un cielo azzurro acceso e senza nuvole.

“Equality for all”.

“We are all born equal”.

“We are just humans”

“Love”

“Tollerance”

 

“There’s no difference”

“Gender and sexuality are my business, your is to be kind”

“Pride to be”

“Proud dad”

gay pride

Un carosello di frasi, alcune fortemente emotive, altre provocatorie, altre ancora estrapolate da trattati di diritto. La fila di barche termina. Ci muoviamo per tornare in centro, incontriamo degli unicorni,due signore con la barba brizzolata, una coppia, lei transgender e l’altra innamorata, due signori anziani, lui vestito di arcobaleno, lei in sandali.



Uscendo dalla folla mi accorgo di star tirando un sospiro di sollievo. Nessuno ha pensato di commettere un attentato. Non oggi. Il pensiero inizia a tormentarmi. Con tutto quel sangue sulle strade della nostra Europa,con tutta questa paura, non abbiamo ancora imparato a vedere le persone per gli essere umani che sono. Usiamo ancora etichette come gay, etero, giallo, musulmano,rom. Per non parlare di quelle dispregiative frocio, finocchio, fighetta, mezza sega, negro, islamico, albanotto, zingaro, scherzo della natura, malato e sappiamo tutti che la lista è tragicamente infinita. Eppure siamo solo persone. Persone che desiderano essere ed esserlo liberamente. Mi guardo ancora un po’ intorno, vedo anziani che portano i nipoti alla parata, coppiette che si fanno un selfie, un paio di chador con le mollette color arcobaleno.  Save ed io ci guardiamo e siamo orgogliosi. Orgogliosi di appartenere a quella generazione che abbatterà queste inutili e dolorose barriere. Perchè vogliamo e dobbiamo. Perchè il nostro impegno va di pari passo con il mondo che vogliamo costruire. Oggi come domani. Sempre.  Per noi, per chi verrà, per un umanità più giusta che si ami e la smetta di cercare di odiarsi trovando differenze dove non ce ne sono.

Pride.

Facts:

  • Il gay pride è stato celebrato per la prima volta nel 1970, un anno dopo i fatti del 27 giugno a Stonewall, dove per la prima volta un gruppo LGTB  rispose alle violenze di cui erano quotidianamente vittime.
  • Negli anni 70, negli USA come in molti altri paesi nel mondo, essere gay era illegale.
  • Sempre in quegli anni l’OMS annoverava l’omosessualità tra le malattie psichiche.
  • Amsterdam ha celebrato il suo primo Pride nel 1996.
  • I Paesi Bassi hanno riconosciuto il diritto di matrimonio agli omosessuali nel 2001.
  • L’OMS ha ritrattato la sua posizione il 17 maggio 1990.
  • Vi sono testimonianze riguardo l’omosessualità sin dall’Epopea di Gilgamesh, 1700 a.c.
  • Anche nella bibbia vi sono episodi inerenti a “L’amore che non osa pronunciare il proprio nome”.
  • Era un citazione di Oscar Wilde.
  • In India vige ancora l’ergastolo per gli omosessuali.
  • In Iran, Arabia Saudita e altri paesi africani è ancora prevista la pena di morte.
  • Esistono ancora pratiche di tortura,riorientamento forzato, stupro correttivo e castrazione atte ad arginare le tendenze omosessuali.
  • In Italia circa il 75,5% ritiene che l’omosessualità dovrebbe essere accettata dalla società.
  • Il restante 24,5% è rimasto al Medioevo ma nutriamo forti speranze, prima o poi riusciremo a portarli nel 21esimo secolo.

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