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4 Comments

  • Raffa?
    Posted 25th Maggio 2020 at 9:30 am

    Abito in Comasina da quando avevo 8 anni… sono passati 41 anni da allora quando mi trasferii qui nella casa che era stata di mia nonna.
    Ora lì ci vive ancora mia mamma e io abito nella “casa degli infermieri” a due minuti a piedi da lei…
    Sulla carta d’identità io e la mia famiglia risultiamo a Novate (la casa é situata sul confine tra Milano e Novate Milanese) ma fisicamente e mentalmente siamo della Comasina in tutto e per tutto…
    Ne ho sentite tante sul nostro quartiere e dopo aver letto questo bellissimo articolo scritto col cuore mi sono commossa e ho provato rabbia per il fatto che é ancora oggi un quartiere dimenticato ma al contempo mi sento orgogliosa di farne parte (con i suoi pro e contro).
    C’è tanta brava gente qui, di ogni dove, che deve convivere con delinquenti e non… ma per me é la normalità e forse siamo persino fortunati perché un quartiere così ci insegna a guardare l’altro Oltre la superficialità dell’aspetto o dei pregiudizi.

  • Jennifer
    Posted 26th Maggio 2020 at 10:35 am

    Sono della periferia di Milano e sì, questo quartiere non ha mai avuto una bella fama ma in realtà come tanti altri..Grazie per come l’hai descritto e spiegato, mi sento sempre fiera quando si parla di Milano e dintorni e tu hai saputo dettagliare a meraviglia! 😉

  • Alex
    Posted 11th Luglio 2020 at 2:06 pm

    Condivido solo in parte descrizione e lettura. Periferie e hinterland di Milano non si possono assolvere, “una sparatoria in pieno giorno”, è un fatto gravissimo, che in un luogo civile non dovrebbe nemmeno esistere nella mente di chi lo abita. Comprendo il tentativo di nobilitare qualcosa che nobile non è, di mostrare il coté della brava gente – che esiste – come dovunque, ma non possiamo dimenticare che in molte zone della città – e sempre ai suoi margini – in molti casi lo stato non esiste, o meglio esiste uno stato nello stato, e sappiamo governato da chi, per quali fini e con quali esiti. Dov’è la microcriminalità in questo quadretto, dove sono le “famiglie” che credono di poter fare il bello e cattivo tempo nell’apparente ignoranza delle istituzioni – e lo fanno, stato nello stato – dov’è la rabbia per essere condannati ad essere un ghetto. Ecco la malattia della stragrande maggioranza delle periferie di tutto il mondo, non è certo la Comasina ad essere la più brutta, ma appartiene alla specie: una tara dalla nascita, una nascita nell’ingiustizia, uno sviluppo accompagnato dalla malattia primordiale: il ghetto. Restate lì, voi. Perchè nessun sindaco ha mai abitato in una di queste strade? O un assessore..? Sono forse uguali le scuole medie di via della Spiga a quelle del quartiere? Eppure sono tutte pubbliche, e lo Stato è il medesimo ovunque nel suo territorio. É uguale il livello di criminalità nel quartiere e in via XX Settembre? Eppure appartengono allo stesso comune. Perchè i motorini rubati devono essere abbandonati qui e non in corso Indipendenza, perchè le case popolari devono essere ammassate qui (vecchia questione che accompagna l’edificazione dell’edilizia economica popolare dal dopoguerra, l’espulsione dei ceti meno abbienti dal centro borghese, andatevene lì, voi), perchè lo spaccio deve avvenire qui e non in corso Magenta. Perchè lo stato dev’essere assente qui e presente altrove. Dov’è scritta la regola. Chi l’ha scritta. Finché esisterà l’ingiustizia, finché la società fingerà di ignorarla, o mimerà un intervento con provvedimenti insignificanti, non ci saranno periferie di cui andar fieri. Esse sono solo il sintomo – il gigantesco dente cariato – della malattia.

    • Post Author
      Always Ithaka
      Posted 12th Luglio 2020 at 10:10 am

      Ciao, l’articolo ha come obiettivo quello di rivendicare esistenza e dignità delle periferie, non quello di fornire elogi laddove vi sia criminalità che in questo articolo è apertamente condannata. Siamo fermamente convinti che proprio parlando dei quartieri “dimenticati” questi possano tornare ad essere considerati ed aiutati, mossi da questo intento abbiamo realizzato questo servizio per contrastare l’idea che lo scomodo vada rimosso ed espulso dal dibattito. I disagi sono alimentati dalla discriminazione e dall’assenza di interventi, l’invisibilità è il peggior nemico delle periferie e dei quartieri malfamati. Siamo concordi nell’affermare che debba diffondersi un intervento statale più capillare e capace di comprendere le miriadi di peculiarità che coesistono nelle periferie d’Italia. Ciò detto, da abitante della Comasina sono fiera di quel che riesce ad essere nonostante gli impedimenti strutturali e l’inciampo di partenza con cui corre una corsa impari ed auspico che un giorno possa correre priva di zavorra.

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