Cosa mangiare in Islanda: Squalo fermentato, Plokkfiskur, Skyr o patè di testicoli?

Novembre 20, 2018 Always Ithaka No comments exist


20 Novembre 2018 / by Always Ithaka

Martina Miccichè

Signori e signore allacciate le cinture, stiamo per partire per un saporito viaggio nella cucina dell’isola, cosa mangiare in Islanda e cosa vi aspetterà? Pronti? spero proprio di sì.

L’Islanda è uno dei nostri grandi amori, un paese dove la natura selvaggia domina incontrastata incurante della presenza umana che, però, in qualche modo, ha trovato la maniera di sopravvivere persino con le rigidità dell’inverno e la scarsa, scarsissima quantità di cibo. Se, infatti l’Islanda è nota per la moltitudine di pecore lanute che popolano l’isola è altresì nota per le sue condizioni atmosferiche inadatte all’agricoltura.

E quindi, al di là dell’imponente import export, cosa mangiare in Islanda?

In Islanda, dai tempi delle prime colonizzazioni, vige una regola alimentare fondamentale e decisamente radicale, ovvero quella dell’alimentazione di sussistenza. Concetto questo che a noi potrebbe, ragionevolmente, suonare strano, un’attitudine alimentare basata su alimenti a lunga conservazione saggiamente preparati per sopravvivere alle condizioni più impensabili, non è esattamente un modello cui siamo usi.

Eppure questa è la realtà del paese ai confini del circolo polare artico, inverni rigidi, strade gelate e condizioni atmosferiche imprevedibili hanno temprato gli islandesi che, pur di sopravvivere, di mantenere il loro podere, per citare Halldor Laxnes, avrebbero fatto di tutto. Per conoscere la loro cucina autentica, quella delle saghe, della vita medievale e pre novecentesca, ecco alcune pietanze e, soprattutto, dove gustarle.

Hakarl

Famoso, quasi famigerato, questo prodotto alimentare è stato oggetto di molti video virali qualche anno fa, compreso uno in cui lo stesso Gordon Ramsey pareva essere sul punto di tagliarsi la lingua. Ebbene, il nostro palato non è nemmeno lontanamente fino come il suo, ma si può sopravvivere e, in un certo qual modo, trovarlo persino buono. Sin dai primi insediamenti vichinghi la lotta per la sopravvivenza è stata ardua, perciò quando i primi squali groenlandesi furono pescati nei pressi delle coste è quasi superfluo provare ad immaginare l’entusiasmo che la presenza di carne potesse aver suscitato nei locali.

Purtroppo però, l’Islanda aveva in serbo ancora qualche asso nella manica, infatti tutti coloro che mangiarono la carne di squalo si ritrovarono presto o tardi sepolti in seguito a morte sopraggiunta per avvelenamento. Lo squalo groenlandese, infatti, non possiede un sistema urinario e i liquidi che in esso confluirebbero sono invece riversati nel sistema circolatorio in modo da rendere i tessuti dell’animale adatti alle temperature gelide dei mari dell’estremo nord. Risultato? Un sacco di vichinghi morti. Eppure, nonostante la moria, il sapore e la forma poco appetibile, qualcuno s’ingegnò e nascose la preziosa carne sottoterra. Mesi dopo qualcun altro, più affamato di lui, riesumò la carcassa, ne odorò il pungente aroma di ammoniaca e la mangiò. Voi che dite, sarà sopravvissuto? Ebbene sì, e da quel giorno sino ad oggi gli islandesi hanno continuato a mettere filetti di squalo nel terreno in attesa che il processo di fermentazione rendesse la carne commestibile.

Oggi è un alimento  che si consuma principalmente durante le feste, distribuito agli ospiti in forma dadolare con un bicchiere di Brennvin. Noi lo abbiamo provato al Hakrl Museum, abbiamo scoperto che gli islandesi hanno introdotto restrizioni sulla pesca vista la rarità sempre crescente degli esemplari e abbiamo scoperto che effettivamente, odore pungente a parte, non è affatto cattivo. Sappiate solo che durante la notte suderete in maniera alquanto imbarazzante e puzzerete di squalo.

cibo islanda

 

Cena tradizionale Islandese – Þorramatur

Hakarl a parte ci sono altri esempi di cucina islandese che meritano l’assaggio. In particolare recatevi a Glaumbaer e dopo aver visto com’era la vita all’interno di un’autentica fattoria islandese, mangiate al ristorante tradizionale. Qui, camerieri in abiti d’epoca, vi serviranno le tipiche cene slandesi di una volta. Dalle zuppe al pane duro, dal salmone con burro, prerogativa di questori e preti dell’isola, il vostro viaggio culinario vi condurrà sino al merluzzo essiccato. Confesso, sa di segatura.

Nel piatto, però, troverete anche un delizioso patè di testicoli di montone, un patè di fegato di pecora e lingua. Normalmente verrebbe servito anche il lundi, la pulcinella di mare ma chiedete che non vi venga servito, anche loro, ahinoi come quasi tutti gli animali, sono in via d’estinzione. Bevetevi una buona birra e chiudete con un caffè, nell’Islanda dell’ottocento il caffè era una bevanda essenziale, spesso corretta, che non poteva mancare a tavola, persino tra i più poveri.

cibo islanda

 



 

Scampi

Usciamo dalla sussistenza e seguiamo la Hvringevengur sino ad Hofn, patria degli scampi. I prezzi sono alti ma il ristorante sopra il porto, Pakkus, serve i migliori scampi che possiate immaginare. Provate la zuppa o i classici scampi intinti nel burro, divini.

cibo islanda

 

Plokkfiskur

Questo piatto è il simbolo dei nostri viaggi in Islanda. Prendete la strada che dal centro di Reykjavik conduce ad Hallgrimskirkia e fermatevi al Fish and More, accomodatevi ed ordinate una Viking e il Plokkfskur. Questo sformato di Halibut, patate e cipolle, oltre ad essere uno dei piatti più tipici della tradizione islandese, è anche uno dei più buoni.

plokkfiskur

Zuppe in brot!

Fermatevi in questo caffè nel cuore di Reykjavik e gustate la zuppa del giorno. Oltre ad essere il ristornate meno costoso di tutta l’Islanda, è uno dei più singolari in cui la zuppa, squisita, viene servita in un enorme pagnotta di grano duro. Mangiatevi anche quella eh!

Rúgbrauð

Troverete spesso a tavola questo pane scuro, morbido e umido. Il tipico pane islandese viene cotto in casseruole o pentole, sottoterra per circa 24 ore, sfruttando l’energia geotermale. Imburratene una fettina e deliziatevi!

 



 

Skyr

questo è l’alimento che non manca mai nelle case islandesi. Uno yogurt denso e cremoso, in realtà un vero e proprio formaggio, caratterizzato da un sapore acidulo perfetto con frutti di bosco o cioccolato.

 

Olio di fegato

A colazione, in albergo, avrete notato che tra le aringhe e le uova una boccetta recante la scritta Lysi torreggia sovrana. Versatevene un bicchierino e proseguite la colazione.Omega 3 e vitamina d non vi mancheranno bevendo olio di fegato di merluzzo!

 

Aringhe

Anch’esse a colazione, anch’esse inaspettate, anch’esse superbe!

 

Brennivin

Il distillato Islandese per eccellenza, ottenuto da cereali e patate, è una bomba. Brucia, ubriaca e lava via il sapore dell’Hakarl.

cibo islanda

Floki

Da quando il nostro pianeta cominciato a surriscaldarsi anche le colture del mondo si sono dovute ad adeguare. In Islanda da qualche anno è stata aperta la prima distilleria di Whisky e Gin, la Eimverk Distillery, in cui si produce il primo single malt islandese della storia il Floki

cibo islanda

Siete satolli o vi è venuta un’improvvisa voglia di Islanda?

Se il post vi è piaciuto condividetelo, se volete offrirci un ko-fi per tener fede alla tradizione islandese, questo è il link!

Se avete voglia di continuare un tour gastronomico e scoprire i le specialità Thailandesi cliccate qui

alla prossima!

N.B. non è stata menzionata la carne di balena perchè l’animale verte in grave rischio di estinzione e l’industria turistica è una delle poche che alimenta il mercato della carne di balena. Gli Islandesi non la mangiano dai secoli della barbarie, perciò perchè farlo voi?

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