Cubagram, Internet a Cuba

Giugno 3, 2017 Always Ithaka No comments exist

Cubagram: istruzioni per l’uso

03 Giugno 2017 / by Always Ithaka

Martina Miccichè
Internet ha un nemico, si chiama Cuba.
“Scusate, sapreste indicarci dove possiamo trovare un Hotspot?”
“Ah, chiaramente! Alla casa della musica c’è internet. Ma costa caro.”
“Ottimo, grazie.”
“Avete la Tarjeta?”
“Ne abbiamo una con del minutaggio residuo dall’Havana ma non so se basterà”
“Allora dovete salire la scalinata nella piazza e andare nel piccolo ufficio di fronte al bar”
“Grazie mille!”
“A dopo, ragazzi!”
Devo ammettere che ci sentiamo rincuorati. Per carità, possiamo fare a meno di internet per quattro giorni, ma ha un che di confortante sapere che gli Hotspot siano arrivati anche qui, tra le petrose vie d’una città fermatasi come per incanto nel 1850.
E poi, non credo che i nostri a casa, potrebbero accettare un silenzio stampa di quattro giorni come una variabile non collegata a qualche dramma.
Ci incamminiamo verso la Casa della Musica, con il passo lento e alleggerito che solo Trinidad sa imporre ai suoi visitatori. I colori pastellati delle case ci guidano, in salita come in discesa, verso la Plaza, dove la scalinata troneggia ombreggiata. Le alzate dei gradini sono basse, le pedate lunghe in grado di ospitare più passi. Una salita riposante, graduale e adatta alle potenziali ubriacature indicate dai numerosi mojitos sui tavolini. Le persone hanno volti allegri, cantano e applaudono ,con ebbra concitazione, i canti della banda che snocciola note latine e cubane come l’ave maria. Entriamo nell’ufficio, proprio alle spalle dei cantori.
“Per favore, una Tarjeta de Internet.”
“Le abbiamo finite.”
“Come?”
“Oggi siete troppi,Internet è finito.Provate domani.”

Esaurito?

Mai avremmo pensato di sentirci dire che Internet non è disponibile, esaurito.
Facciamo spallucce e andiamo direttamente al bar.
“Dos Mojitos, por favor.”
Non è un orario propriamente consono per un Mojito, ma a Cuba s’impara presto che il tempo e gli orari canonici vengono annullati. È sempre il tempo di bere.
Ci sediamo sui gradoni, contemplando il passaggio frenetico di Cubani e turisti, lo sguardo guidato dai profili dei tetti bassi delle case costruite sulla strada in discesa. Dalla cima della nostra posizione, a metà tra la strada e la musica ritmata, sospiriamo beandoci della possibilità di essere, per una volta irraggiungibili. Sconnessi. Non legati da un filo invisibile a nulla, se non a noi stessi.
È piacevole.
Però, a circa metà del Mojito, il silenzio stampa, impostoci dalla fame di internet degli altri turisti, ci appare diverso. Per noi non c’è internet per salutare i nostri, per controllare le notizie, per scegliere un itinerario. Per i Cubani Internet non c’è. Mai. Noi potremmo ricorrere agli Hotel di lusso, che posseggono una connessione stabile, costosa, ma che,in caso di emergenza, ci consentirebbe di chiamare ovunque la qualunque. Tra qualche settimana torneremo a casa, dove Internet esiste persino in Metropolitana. Loro, no. Internet, diverso per noi e per loro. Internet, che ormai viaggia carico di informazioni in qualunque angolo del globo, qui si ferma e rallenta alla velocità di 4mbs. Ed è caro, controllato e il contrario di sè stesso, poichè non è, in alcuna forma, libero.

World Wide Web, intranet e black market

Il Lusso di Internet

A Cuba Internet è un lusso per pochi ben selezionati. Esiste poi una rete nazionale, un Intranet, vagamente più accessibile ma che impone costi esorbitanti ai Cubani. Lo stipendio medio a Cuba si attesta sulla cifra scarsa di 20 dollari mensili, correntemente 20 CUC convertibili in 530 pesos cubani (CUP,moneta nacional). Considerando che il pasto medio di un individuo comporta una spesa di circa 28 CUP, cioè 1,06 CUC diventa fin troppo evidente l’eccessivo rapporto tra il loro guadagno e il prezzo, per un’ora, della connessione ad Internet, ossia 4,50 CUC. Anche l’intranet rimane proibitivo, al costo di 0,60 CUC che salgono velocemente a 1,60 CUC per l’utilizzo della casella email. Questi, i prezzi per gli hotspot, che vedono affollare piazze e giardini di turisti e cubani, anche se in poporzione minore.
Per quanto riguarda le connessioni casalinghe, le restrizioni sono ancora maggiori. Solo a membri del governo, capi militari ed esponenti di spicco dell’elitè è consentito possedere una linea Internet domestica. L’unica eccezione a queste limitazioni è costituita dalla rete delle Ambasciate, le quali permettono anche ai Cubani che vi si recano di usufruirne. Cosa che, ovviamente, comporta conseguenze che vanno da un’intensificazione dei controlli sull’attività della persona a pene detentive per potenziali “reati contro il regime”.

Il 25% e i social “red”

Si stima che a Cuba, la penetrazione di Internet abbia raggiunto la soglia del 25,71 percento della popolazione, ma che solo il 5 percento dei Cubani riesca ad accedere al World Wide Web, tramite istituzioni governative, ambasciate e il mercato nero.
Una sana dose di curiosità porta a domandarsi cosa offra l’Intranet Cubano, ebbene, il governo, che ama replicare colossal e giganti del mercato mondiale in versione socialista, non è stato da meno nella creazioni delle sue personali piattafrome Web. Esistono un’imitazione di Wikipedia, tale EcuRed (https://www.ecured.cu/EcuRed:Enciclopedia_cubana) di cui è stata progettata persino un’app EcuMovil, e una versione molto socialista e poco social di Facebook, il RedSocial.
A disposizione degli Users si trova anche una casella mail che, come accessorio, fornisce una sistematica e palese violazione della privacy. I Cubani che ne usifruiscono spiegano, con candore, di sapere che ogni cosa da loro scritta viene letta, riletta ed interpretata, specificando poi, con la nota enfasi cubana, che per loro sia normale ed assolutamente corretto, perchè Cuba va sempre protetta. Anche dagli stessi Cubani.

Il controllo di Internet da parte del governo

Il controllo del regime, però non si limita a un’accurata lettura di mail, esso si occupa di fornire una consistente campagna diffamatoria nei confronti di tutti i siti stranieri, dei blogger autoctoni ma dissidenti e di qualunque informazione non sia stata confermata e accettata dal regime. Si è dotato persino di un apparato di blog curati e approvati dal governo medesimo, che raccontano la vita di Cuba e del mondo esterno in minuzioso contrasto con quelli che operano in semisegretezza per raccontare delle privazioni che subisce la popolazione e dei vizi del regime.
La rigida censura non passa solo attraverso una necessaria pre approvazione da parte di appositi apparati governativi votati a garantire la “genuinità” di scritti e notizie, ma anche attraverso la totale violazione dei diritti degli Users, i quali, perso ogni diritto alla privacy, vivono con la percezione che nemmeno una virgola da loro letta, scritta o registrata sugli apparati dell’Intranet passi inosservata e insipiata. La censura Cubana non è, però, solo votata a interdire una potenziale fuga di notizie e dati, al contrario essa si occupa di evitare che qualunque afflato capitalista possa intossicare la sua gente con notizie ed illazioni false o accuratamente manipolate. Il modo in cui questa accurata operazione di filtro avviene è talmente semplice e assurdo da non venire nemmeno preso in considerazione, ma da essere pienamente coerente con l’arguzia di cui solo Cuba è capace. Infatti, siti come la BBC, Facebook e la CNN sarebbero accessibili, basterebbe solo il collegamento ad una connessione con il World Wide Web. Eppure, attraverso l’ingenza dei costi di questo servizio e attraverso la sua obsoletudine Cuba evita candidamente che vi si abbia accesso. Prendendo ad esempio il sito della CNN, il suo peso dettato da grafica,video,struttura,immagini e infografica, è notevole e non supportabile dalle connessioni Cubane. Nell’obsoletudine il trionfo sul progresso. Elementare al punto da far accapponare la pelle.

Il mercato nero delle Informazioni

Anche i Cubani, però, sanno giocare d’astuzia, come e quanto la madrepatria.Hanno, infatti, creato una rete di connessioni clandestine che costituisce il black market dell’internet Cubano. Esso si nutre di stratagemmi di poco conto come pure di sofisticati aggiramenti per permettere a chiunque abbia voglia di rischiare di connettersi. Si parte dal contrabbando di targhette ETECSA, per arrivare prima alla creazione di casalinghi apparecchi in grado di connttersi ai segnali satellitari e poi al “noleggio” delle linee sicure e libere ai più da parte di funzionari del governo, sia per denaro che per ribellione. Per sfuggire al controllo e al veto della libera espressione, gli isolani, possono ricorrere anche a diversi servizi “speak-to-tweet” con una semplice telefonata. Dopo aver composto un numero lasciano un messaggio in una segreteria, la quale lo converte immediatamente in un Tweet, senza censure o connessioni. I Tweet variano da aperte critiche al regime a semplici pensieri della vita quotidiana. La necessità di collegarsi al mondo, di abbattere il muro di silenzio si fa largo nelle nuove generazioni. Eppure, ciò avviene con una lentezza e una sporadicità troppo congeniale al regime, il quale riesce a condizionare persino gli afflati libertai dei propri cittadini.
Le voci che gridano all’abuso sono però forti e dotate di una eco notevole. Una voce particolarmente famosa è quella di Yoani Sànchez, autrice di Generaciòn Y. Nelle pagine del suo blog abusi e soprusi vengono narrati sfruttando le più grandi paure dell’establishment cubano, Internet, esercizio del libro pensiero e, soprattutto, libertà.
Internet, un’eroe invisibile, che bussa alle porte del regime cubano, che cerca di violare, con i suoi flussi e le sue informazioni, quella muraglia semisgretolata che imprigiona un intero popolo dal ’52, quando l’ombra della dittatura si è disegnata su Cuba eclissando diritti e libertà, con Batista prima e Castro poi.

La Tarjeta de Navegaciòn

(istruzioni per l’uso)

 


Cosa: Biglietto contente password (clave) e credenziali (usuario) per accedere ad Internet
Dove: presso gli hotel o le piazze più battute.
Come: basta collegarsi al Wifi e inserire quanto riportato sulla tarjeta.
Quanto: un’ora c.ca 3CUC, varia a seconda del luogo, del venditore e dell’ufficialità dell’acquisto.
Validità: il tempo acquistato con la tarjeta può essere speso nell’arco di trenta giorni dal primo utilizzo.
Siti: i social network non funzionano in maniera adeguata a causa del firewall.

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