I Giardini di Tivoli, costi e divertimenti.

Ottobre 19, 2018 Always Ithaka No comments exist

19 Ottobre 2018 / by Always Ithaka

Martina Miccichè

Tivoli viene annoverato di diritto tra le attrazioni più belle di Copenhagen ed, infatti, è un’esperienza imprescindibile per apprezzare e comprendere la bellissima capitale del nord. Se i danesi sono tra i popoli più felici al mondo, ne parlo qui, un motivo ci sarà e questa volta non mi riferisco all’Hygge.  Immaginate di vivere in una città dai tratti fiabeschi, in cui la semplice modernità dello stile scandinavo disegna linee pulite e rallegra con colori decisi ma tenui caffè e case, impreziositela di librerie, condite il tutto con un sano ambientalismo e il silenzio di una città che si muove prevalentemente in bicicletta. Un’immagine di pace e quiete, di tazze fumanti e libri profumati. Pace, ma non felicità. Per essere felici manca un elemento essenziale, fondamentale, il divertimento. E Copenhagen, non ha di certe lacune. I Giardini di Tivoli sono uno splendido complesso che sorge nel cuore della città, costruito nel 1843 da Georg Carstensen che convinse il sovrano ad affidargli una consistente porzione di terreno per un affitto miserrimo spiegandogli che “quando la gente si diverte, non pensa alla politica.”. Fu così che venne edificato quest’immenso parco dalle svariate bellezze, caffè, teatri, giostre, giardini fioriti ed un lago. Il parco iniziò da subito a tenere alto il morale della vita cittadina tant’è che nel 1943 un gruppo di simpatizzanti del regime Nazista gli diede fuoco, con il preciso obiettivo di smorzarne l’animo. Tentativo vano, ma altamente indicativo dell’importanza che il parco avesse nella Copenaghen degli anni 40. Non scordiamoci, però, il suo lato oscuro. Tivoli ospitava, tra le sue mille meraviglie, una Human Exhibition. Questa mostra, di fatto, era un vero e proprio zoo per esseri umani, molto in voga nel razzistissimo occidente del periodo compreso tra il diciannovesimo e il ventunesimo secolo,  in cui etnie ignote, persone con deformità e gemelli identici, quando non siamesi, venivano messi in mostra per una cifra che oggi corrisponde a pochi centesimi. Parentesi grottesche a parte, Tivoli, per citare il suo costruttore, “non sarà ma completo” e sarà sempre soggetto a cambiamenti, ampliamenti evoluzioni, nel rispetto dell’ambiente. L’idea di una parco che avesse al suo interno giostre e divertimenti di sorta non tardò a solleticare l’attenzione del magnate della Disney che iniziò a concepire i suoi Disneyland proprio dove aver adocchiato il potenziale di Tivoli. Ma non credo che Walt Disney si sia limitato ad imitarne l’idea poichè anche i prezzi spropositati sono un’affinità tra i due parchi. Il biglietto di ingresso, solo ingresso, al parco costa circa 25 euro. Se avete anche intenzione di salire sulle giostre potrete acquistare le singole corse, pacchetti o il pass universale alla modica cifra di 28/30 euro a seconda del cambio. Fatta questa premessa indispensabile non posso che consigliarvi di andarci! Il parco è meraviglioso anche solo per una sosta, i giardini sono pregevoli e intervallati da installazioni, a tratti cafone,come il ristorante in stile persia disneyana.



Le giostre, però, sono il vero cuore del parco, antiche, finemente progettate e fedeli all’estetica originaria, possiedono il dono di trasportarvi con una risata nel perduto mondo dell’800. Se volete gustarvi appieno Tivoli non mancate la salita sullo Star Flyer, un carosello classico che raggiunge un’altezza di 80 metri, da cui godersi un adrenalinico giro osservando Copenhagen roteare ai vostri piedi. 12 seggiolini, una velocità massimo di 70 km orari, i numeri dello Star Flyer lo rendono una delle giostre più alte al mondo e, certamente, una delle più belle. Ma non finisce qui, dopo un pomeriggio di divertimenti prenotate uno dei concerti nel Tivolis Koncertsal o per uno degli spettacoli al Pantomime Theatre, gustatevi il cibo da fiera passeggiando per i viali illuminati ed, infine, se siete fortunati, godetevi uno degli incredibili spettacoli pirotecnici sgranocchiando manciate di pop corn. Credetemi non vorrete più uscire dai suoi cancelli, desidererete di rimanere in quella piccola porzione di 800 nel cuore di Copenhagen.

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