Il turismo che uccide gli animali, tutta la verità che non vi dicono

12 Ottobre, 2019 Always Ithaka No comments exist


La Thailandia è il regno della tortura animale ai fini turistici. Basta semplicemente considerare la quantità di attività a contatto con gli animali offerta. Se siete scettici, se pensate che tutto sommato gli animali nel turismo siano trattati bene o stavate, semplicemente, sognando una passeggiata a dorso d’elefante questo è il post che fa per voi. In questo post vi racconteremo cosa c’è dietro l’industria turistica animale, come questa ne danneggi la salute e ne limiti la vita. Tutte le informazioni che troverete sono state raccolte sul campo o prese dai documenti qui linkati.

L’offerta

Cosa offre l’industria turistica di tanto eclatante? Ciò che attira il turista è la possibilità di entrare in contatto con animali, con cui di norma non potrebbe avere un’interazione, o l’occasione di vederli impegnati in attività straordinarie quali la pittura, il palleggio e le acrobazie.Da qui la vasta gamma di scelta, dalla foto con un piccolo loris a quella con un esemplare di tigre.

Riflettiamoci

Siamo sinceri, per un istante. Credo fermamente che chiunque si trovi dinanzi ad un animale esotico, magari mai visto, provi una forte curiosità. Di contro, credo anche che chiunque abbia la possibilità di rendersi conto che la semplice presenza di tale animale in mezzo a degli esseri umani, in zone decisamente inadatte alla vita selvaggia, sia, per definizione, contro natura. Questo è il primo assioma che dobbiamo introiettare per essere turisti consapevoli, il contatto tra gli animali selvaggi e l’essere umano è innaturale e, perciò, non dovrebbe avvenire.

Ma perchè?

Se gli animali selvaggi liberi sono schivi ed evitano ogni possibile contatto con l’uomo, salvo quando vi sono costretti da forza maggiore, un motivo c’è. L’uomo è una specie tra la specie, in grado di modificare il mondo per renderlo più vivibile per lui. Gli animali hanno un forte istinto che li tiene lontani dai pericoli. Perciò, domandatevi sempre se l’animale che avete davanti accetterebbe di starvi vicino se fosse libero e l’incontro casuale. La risposta è sempre no.



La vita nell’industria

La questione, però, è più complessa. Per ottenere un certo grado di obbedienza è necessario imporre un addestramento, soprattutto quando si tratta di animali che, istintivamente fuggirebbero o attaccherebbero al minimo contatto. Piegare istinti ancestrali così forti richiede pratiche forti, in grado di infrangere completamente la volontà dell’animale. Costi quel che costi.

Gabbie e cibo

Le pratiche di addestramento principiano quando gli animali sono cuccioli. A seconda della specie, vengono allontanati dal genitore, spesso ucciso dai bracconieri proprio per riuscire a catturare l’esemplare cucciolo, e stiparlo insieme ad altri. Gli animali sono tenuti in gabbia o in recinto, spesso alla catena per evitare fughe o reazioni improvvise. Lo spazio a loro disposizione è, inevitabilmente insufficiente, soprattutto considerando che un animale libero ha a propria disposizione un intero habitat. L’alimentazione non segue i bisogni effettivi dell’animale, poichè spesso vengono somministrati alimenti con ripetizioni cicliche in funzione della disponibilità e del costo.

animali

Segni di stress

Avete mai notato che una tigre in gabbia tende a muoversi in cerchi ciclicamente? O che una scimmia, spesso, presenta ferite aperte? Avete fatto caso alla catena che lega la zampa dondolante dell’elefante pittore che state fotografando? I comportamenti stereotipati, ovvero la ripetizione di movimenti, sono il sintomo principe di gravi disturbi neurologici che affliggono gli animali in cattività. Muovere la testa su e già, dondolare, muoversi seguendo uno schema geometrico sono una manifestazione di sofferenza che, spesso e volentieri, sfocia in comportamenti autolesivi quali l’automutilazione o l’automutilazione ripetitiva.

deserto marrakech

Come si addestra una tigre?

Per domare gli animali è necessario l’uso della violenza. Dai pungoli elettrici alle fruste, dai bastoni agli uncini puntuti con cui si arpionano parti del corpo facilmente nascondibili. Le violenze sono quotidiane e raggiungono livelli di crudeltà senza pari. D’altronde, per far scivolare un orso su uno skateboard senza che questo strappi il volto del domatore, sono necessari anni di tortura. Per indurre una tigre a posare con una ragazza che le tiene la coda senza muovere nemmeno una vibrissa, le frustate e le privazioni di cibo non si contano nemmeno.

La droga

Per rendere gli animali più docili, spesso e volentieri vengono somministrate loro droghe. Dall’alcol all’eroina, i primati sono le principali vittime dell”induzione alla dipendenza da sostanze stupefacenti che diventano sia un modo per tenere a bada il temperamento dell’animale sia un sistema per indurlo ad obbedire in cambio di ricompensa.



Renderli innoqui

Alcune specie animali sono considerate troppo pericolose per essere semplicemente addestrate. Si ricorre quindi a vere e proprie mutilazioni, effettuate con metodi più o meno oculati a seconda della facilità con cui è reperibile l’animale. Le tigri subiscono la deungulazione e, talvolta, la rimozione dei canini, onde evitare incidenti. I serpenti vengono privati di zanne e ghiandole velenifere quando la cattura dell’esemplare risulta difficile, al contrario, qualora fosse semplice, gli “incantatori” si limitano a cucire loro la bocca. Questa pratica rende l’animale incapace di nutrirsi e la bocca mal cucita sarà più facilmente soggetta ad infezioni. Una volta morto un esemplare, ne si cattura un altro.

Durata della carriera

La durata della carriera degli animali nell’industria turistica varia da specie a specie. Gli elefanti, ad esempio, sono riallocati a seconda dell’età. Quando cuccioli, sono tendenzialmente impiegati in attività di intrattenimento o di cura nei famosi santuari, mentre una volta raggiunta la stazza minima vengono utilizzati nei trekking o proseguono l’attività nell’intrattenimento. Gli elefanti impiegati nel trasporto, in particolare, hanno una carriera molto breve. La schiena del pachiderma non è adatta a portare pesi sulla colonna e tende, nell’arco di qualche anno, a sviluppare patologie che rendono l’animale incapace di portare a termine il proprio compito. A quel punto gli esemplari vengono trasferiti nei centri di “cura”,rimanendo di proprietà della struttura in cui si trovavano prima, dove svolgono attività con i turisti e diventano fattrici a tutti gli effetti. La fine della carriera lavorativa viene segnata dall’impossibilità di riprodursi, a quel punto, salvo necessità di esemplari per i bagni con i turisti, gli animali possono essere abbattuti.

I gibboni

I gibboni sono primati, una delle specie viventi più simili all’uomo. I Gibboni sono usati come mascotte di locali, attrazioni per le foto e per imbastire piccoli spettacoli in cui gli esemplari fumano sigari o bevono rum indossando qualche abito buffo, tipicamente umano. I Gibboni impiegati nell’industria sono tutti cuccioli, poichè gli esemplari adulti sviluppano un forte livello di aggressività. Una volta raggiunta l’età matura vengono venduti o abbattuti. Catturare un cucciolo di Gibbone, però, non è cosa semplice. I Gibboni vivono in piccoli branchi sulle sommità degli alberi e ogni esemplare adulto segue una ed una sola regola, proteggere la prole, fino alla morte. I bracconieri,quindi, sparano prima agli esemplari adulti e poi, scuotendo le palme, cercano di far precipitare i piccoli. Il risultato della caccia spesso si conclude con la morte del branco e l’abbandono del cucciolo, caduto troppo lontano per assere agguantato al volo e, perciò, mortalmente ferito.

Per sapere di più

Abbiamo raccolto queste informazioni a Phuket, al Gibbon Rescue Center, in cui i volontari cercano di aiutare gli esemplari che riescono a strappare sia all’industria turistica sia alla cattività a fini domestici con l’obiettivo di rimetterli in libertà e, quando non possibile, garantire loro una vita dignitosa. Al centro gli animali non sono avvicinabili. Gli unici che potrete vedere sono quelli che, a causa di mutilazioni troppo estese, non possono essere rimessi in libertà perchè incapaci di essere autonomi. Anche in questo caso non vi sarà consentito avvicinarvi. Se volete, sul loro sito, è possibile adottare un esemplare, sovvenzionando quindi cure e reinserimento. Noi abbiamo adottato una cucciola di nome Baloon che ,di recente, stata rimessa in libertà.

Perchè si arriva a tanto?

La risposta è semplice. Perchè qualcuno paga per vedere tutto ciò. Finchè il turismo immetterà denaro in attività che coinvolgono gli animali qualcuno sarà sempre disposto a catturarne uno, mettergli un berretto e far posare una turista per un selfie. Non siate però troppo frettolosi nel giudicare chi sfrutta gli animali poichè anche il turista è da considerarsi complice.

Le colpe del Turista

Considerare gli animali con un mero bene non è una caratterista unica delle popolazioni dei luoghi di villeggiatura, ma bensì un tratto largamente diffuso nel mondo. Che sia una pelliccia, il taglio della coda di un cane o la prenotazione per fare il bagno agli elefanti in Thailandia, questa concezione che reifica gli animali è largamente diffusa.

Che fare?

Le soluzioni ci sono e sono anche molto semplici! In primo luogo evitate qualunque attività in cui sia previsto il contatto con gli animali. Se volete vivere esperienze uniche con la fauna esistono molteplici attività ecofriendly svolte con precise indicazioni che, in caso di avvistamento, vi impediranno qualunque contatto lesivo per l’animale. Se doveste essere testimoni di attività che a vostro avviso, mettono a rischio un animale, denunciatele a wff, peta o alle associazioni animaliste della zona in cui vi trovate. La cosa più importante è diffondere il messaggio e, in questo, i social media sono una grandissima risorsa.

Non arrabbiatevi

Lo so, detto da me potrà sembrare fuori luogo visto che, alle Maldive, mi sono messa ad urlare addosso ad una ragazzo che stava posando per una foto reggendo in mano un piccolo squalo. Eppure, proprio per questo, vi posso dire che arrabbiandovi non otterrete nulla.  Sebbene in quello specifico caso il ragazzo abbia liberato lo squaletto per litigare con me, arrabbiandosi si corre il rischio di ottenere la reazione opposta e di cristallizzare una mentalità anzichè creare terreno fertile per il cambiamento.

Informazioni

Per saperne di più vi allego il link di questo report sulla situazione degli animali in Thailandia,il link per il video sugli elefanti in Thailandia e il link per leggere l’articolo “The hidden cost of wildlife tourism”

Ci teniamo a ringraziarvi uno ad uno per aver letto questo post. Il fatto che vi siate presi del tempo è molto significativo e ci suggerisce che avete a cuore il benessere degli animali,

grazie mille!

 

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