Islanda, il paradiso delle donne

23 Maggio 2018 / by Always Ithaka

Martina Miccichè

Alte, magre, bionde dai grandi occhi azzurri e particolarmente disponibili verso i turisti, gli stereotipi si sprecano sull’immagine delle donne islandesi. Ebbene, seppur bionde e spesso dagli occhi azzurri, le donne islandesi sono tutto fuorchè uno stereotipo. Al contrario, esse sono l’esempio più alto di indipendenza, forza e assoluta consapevolezza di sè e dei propri diritti. L’Islanda, non a caso, è considerata il miglior paese in cui essere donna.

Dal punto di vista istituzionale si può parlare di vero e proprio avanguardismo, la legge islandese prevede che vengano riconosciuti e garantiti eguali diritti e pari opportunità a prescindere dal genere.In ogni ministero viene nominato un rappresentante per l’uguaglianza di genere che ha il compito di tutelare e denunciare qualunque forma di negligenza nei confronti delle tematiche di genere. Esiste persino un’agenzia specializzata che promuove l’eguaglianza in ogni aspetto della vita sociale islandese sotto l’egida del Consiglio per l’Equità di Genere, nominato dopo ogni elezione. Ma le azioni avanzate e progressiste dell’Islanda non si limitano al formalismo legislativo poichè il riscontro di queste politiche è evidente nel quotidiano come nella storia dell’Islanda.

Nel 1980 il paese conquistò il primato per aver eletto la prima donna presidente nella storia del mondo, Vigdìs Finnbogadòttir, che servì per ben quattro mandati consecutivi e conquistò il titolo di presidente più amato nella storia del paese, il tutto essendo una madre single. Nel 2001, dopo 31 anni di brillante carriera politica, Jòhanna Sigurdadòttir venne eletta primo ministro stabilendo un ulteriore primato essendo la prima a conquistare tale carica come politico dichiaratamente omosessuale. Il tasso impiegatizio denota la più alta affluenza di lavoratori donne al mondo, indipendentemente dal settore, e costituiscono addirittura il 65% del  corpus impiegatizio statale.

L’Islanda, però, non s’impegna solo per garantire eguaglianza sul lavoro ma anche in tutte le sfere della vita sociale, basti pensare alle tutele della genitorialità che non riguardano sono le madri ma anche i padri. Entrambi i genitori hanno diritto a permessi di maternità a paternità, quattro mesi ciascuno con l’opzione di aggiungerne altri quattro a seconda delle necessità, durante il quale percepiscono l’80% del loro stipendio canonico con l’aggiunta di esenzioni e facilitazioni. I diritti di genitorialità garantiscono ad entrambi i genitori la possibilità e ne tutelano il dovere di occuparsi equamente dei figli e,nemmeno a dirlo, mentre in Europa continentale se ne dibatte inutilmente, il breastfeeding in pubblico è cosa talmente normale che nessuno fa caso se una donna al ristorante scopre il seno per sfamare il figlio neonato.



La stessa possibilità di rivendicare diritti sul proprio corpo e la sua immagine è un’istanza centrale nelle politiche femministe del paese ma non solo, l’idea id base è di promuove una società equa in cui l’identità personale, le scelte e le possibilità legali coincidano le une con l’altre.

L’aborto è legale e regolamentato, la prostituzione è legale e gli strip club sono proibiti, le ragazze sono tra le più politicamente attive al mondo, gli omosessuali possono contrarre matrimonio e adottare bambini e quando capitano casi di abuso sulle donne, di qualunque natura, la legge viene applicata severamente. Qualsiasi donna che si trovi nella condizione di subire violenza o una qualunque forma di discriminazione dovuta al genere può trovare un primo sostegno e accoglienza alla Casa delle Donne, nel pieno centro di Reykjavik, a prescindere che sia etero,gay, trans, in menopausa o minorenne.

L’Islanda non è perfetta, esistono casi di molestie, severamente puniti, la violenza domestica non è stata del tutto debellata ma è altamente denunciata e ferocemente punita, probabilmente esistono ancora persone che credano sia corretto discriminare in funzione di genere o orientamento sessuale ma ciò che rende l’Islanda il paradiso per le donne è la forte determinazione a far sì che esse vengano considerate esseri umani al pari degli uomini, che gay o etero sia una questione personale che non determini alcun tipo di differenza nella vita di tutti i giorni, che le persone, insomma, siano libere di essere eguali senza se e senza ma.

Le donne lottano, si amano, divorziano, crescono figli da sole, adottano, bevono, scopano, sono asessuatescelgono di non sposarsistudiano, lavorano in fabbrica, gareggiano, amano altre donne senza sentirsi in dovere di dare spiegazioni, senza sentirsi in difetto, senza doversi percepire diverse in funzione di una mera caratteristica fisica. E che questo trovi ragioni storiche nel dominio femminile sull’isola durante l’assenza degli uomini in stagione di pesca, che sia dovuto ad una forte attitudine alla determinazione o che sia mera casualità, non ha importanza, perchè è semplicemente e profondamente giusto.

Per saperne di più: “The Icelandic Women” Ingadòttir,Kristmundsson

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *