Le creme solari uccidono la barriera e fanno male a te. Non tutte però!

Febbraio 19, 2019 Always Ithaka No comments exist



Le creme solari sono fondamentali per la cura della pelle. Tutelando la cute dai raggi UVA e UVB con un buon filtro solare si riduce drasticamente il rischio di formazioni di melanomi, si protegge la pelle dall’invecchiamento e dalla formazione di macchie solari. Uno dei filtri UVA e UVB più diffusi nelle creme solari è l’oxybenzone che gli studi hanno dimostrato essere un killer implacabile di barriere coralline.

Cos’è

Questa sostanza è un chetone aromatico dalle elevate capacità filtranti che viene mescolato ai prodotti plastici nella composizione anti UVA e UVB delle creme solari. Questo filtro chimico esiste in varie composizione,alcune vietate dalla legislazione europea, tutte accomunate da un’elevata capacità di penetrazione della cute. L’assorbimento della sostanza è potenzialmente pericoloso poichè sono state rilevate incidenze di alterazioni al sistema endocrino, tant’è che la sostanza allotropica è un sorvegliato speciale della Commissione Europea.  

Per struttura favorisce la proliferazione di radicali liberi potenziali causa di tumori, come riportato dalla lega dei tumori di Bologna.

Come agisce

L’oxybenzone penetra nella cute stimolando la produzione di radicali liberi innescando un processo di fotosensibilizzazione, ovvero l’assorbimento delle radiazioni prodotte dalla luce senza che ciò causi modifiche all’organismo.

Il reef

Se il danno all’uomo è di per sè un valido motivo per abbandonare l’uso delle classiche creme solari, il danno ambientale è la ragione per boicottarle definitivamente. La crema solare, infatti, a contatto con l’acqua viene inevitabilmente dispersa. Il viaggio della nostra protezione solare comincia proprio qui, quando le sostanze in essa contenute si diluiscono nelle salate acque marine, raggiungendone il reef. L’oxybenzone agisce direttamente sull’attività dei polipi, i piccoli organismi che creano la barriera corallina, interrompendone la normale crescita ed il ciclo riproduttivo. In questo modo viene meno la capacità della barriera di rigenerarsi e svolgere le sue funzioni essenziali alla vita dell’Oceano.

maldive

Numeri

Per proteggerci in maniera accurata dai raggi nocivi del nostro sole andrebbero applicati circa 2 milligrammi di crema ogni centimetro quadrato. Considerando un flacone medio dal 200 ml,e il fatto che nessuno rispetti accuratamente certe proporzioni, questo verrebbe esaurito in una decina di applicazioni. Per una vacanza media di due settimane, questo equivale ad almeno 3 flaconi per persona. Ogni anno, per due settimane, 600 ml di crema a contatto con l’acqua. Circa 25000 tonnellate di sostanze chimiche disperse nell’Oceano, ogni anno.

Considerando che una goccia di eccipienti chimici come l’oxybenzone diluiti in 16 milioni di litri di acqua riesce ad avere effetto sul reef, il tasso di inquinamento che ne deriva è allarmante.



Come proteggersi ma, soprattutto, proteggere?

Inutile girarci intorno, l’inquinamento degli oceani non è pericoloso solo per la fauna e la flora ma anche per la nostra sopravvivenza. L’essere umano può sopravvivere solo un un pianeta sano, altrimenti è destinato ad una lenta, dolorosa, estinzione. Proteggere l’ambiente significa proteggere noi stessi, ed essendo  l’egoismo dell’essere umano un fatto, anche ai più cinici e disinteressati converrà prendere provvedimenti.

 

5 creme solari prive di eccipienti nocivi

Ecco quindi la prima risposta al problema, scegliere creme solari che non siano nocive per la barriera corallina.

Shade  Questa è la nostra scelta numero uno poichè Plastic free e 100% organica. Non danneggia il reef nell’immediato poichè non contiene sostanze chimiche dannose e non lo danneggerà in futuro essendo la confezione totalmente priva di plastica.

Queste creme sono altre valide soluzioni, adatte allo sport e composte da materiale organico e biodegradabile. La confezione è in plastica, ma confidiamo nel fatto che presto o tardi anche questo verrà cambiato.

Goddess  

Badger company 

Thinksport sunscreen

Ride Skincare

Importante: questo post non vuole disincentivare l’utilizzo di protezione solare o creare falso allarmismo. La protezione solare deve essere utilizzata ad ogni esposizione al sole,

i rischi per la salute derivanti da una protezione solare non protetta sono alti e comprendono lo sviluppo di forme tumorali.

Quindi sì alla tintarella, ma  che sia ECOFriendly!

Se siete indecisi sulla vostra prossima meta per poter provare le vostre nuove protezioni eco friendly vi consigliamo di leggere questo post.

Se il post vi è piaciuto condividetelo, se volete offrirci un ko-fi per fuggire all’ombra di un chiosco durante il nostro prossimo viaggio al male, cliccate il bottone verde.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *