Mostra Ghibli ad Okinawa

Luglio 19, 2019 Always Ithaka No comments exist



La fortuna a volte sorride agli audaci. Anche tra le fitte nubi del tifone che soffia furente su quelle spiagge paradisiache su cui è vietato andare. Le medesime spiagge che vi hanno portato ad Okinawa, dall’altra parte del mondo. Sorride quando per caso, in un combini, spunta una locandina recante l’effigie di Nausicaa della valle del vento nel reparto surgelati. Una locandina bellissima, vergata interamente in Kanji e Hiragana. Incomprensibile. Salvo poi rivelarsi grazie a Google. All’Art Museum di Okinawa va in mostra il Ghibli. E noi corriamo a comprare il biglietto.

Ticket

Il biglietto costa 1400 yen a persona. Volendo si può usufruire dello sconto universitario o della riduzione bambini. Peccato che io abbia lasciato il mio tesserino a Milano. Paghiamo i nostri 2800 yen, in contanti, niente carta. Solo cash o applicazioni come Line cash, paypay e così via.

L’ingresso

All’ingresso del museo è esposto un immenso e funzionante modellino di un dirigibile in legno realizzato paro paro come ne “Il Castello nel Cielo“. Il modellino semovente sale e scende su lunghi cavi metallici ed è animato da eliche veloci. Subito dopo, prima del controllo biglietti, un’installazione segna l’entrata effettiva alla mostra. Semplici ingranaggi in moto, ma è subito magia.

il castello nel cielo

No photo

All’interno è severamente vietato scattare fotografie, perciò, rassegnati riponiamo la macchina. Il rimpianto è sonno quando le prime cose che vediamo sono un bancone da bar con,a lato barista, un enorme Totoro e un sottoscala pieno zeppo di nerini del Buio.

Prime sale

Le prime sale offrono una panoramica squisita sulle locandine originali dei film dello studio Ghibli, esposte in cornici e raggruppare per lungometraggio. Qua e là cominciano a sbucare disegni e bozzetti vergati dalla mano di Miyazaki stesso. Sotto le locandine di Porco Rosso il disegno è netto e pulito, sotto quelle di Nausicaa è un primo schizzo pieno di segni a matita. Sono talmente belli anche in forma grezza da dare allo spettatore la consapevolezza che non saprà mai disegnare.

La mappa dell’esposiozione

La scrivania

Come al Museo Ghibli di Tokyo, anche qui non manca una scrivania di Miyazaki. In metallo, coperta di fogli e libri, alle spalle una libreria gremita da statuine dei personaggi nati dalla sua arte. Sono tutti lì, dietro la sua sedia, una piccola folla di meraviglie in attenta e allegra contemplazione. Al Museo Ghibili la scrivania è in legno massello ed è circondata da ordinate pile di libri, migliaia se ben ricordo.

Gattobus

Seguono altre locandine dei lungometraggi. Girato l’angolo, in un ansa, si annida lui. Nel buio, illuminato, il Gattobus attende che i visitatori entrino al suo interno e vi si siedano sopra. Lo so, a volte sono proprio bambina, anche se l’avevo già visto al Museo sono dovuta entrare, sedermi ed avvicinarmi alla testa per una foto.

Mostri Tarlo

Ed è in questo momento, subito dopo il gatto bus che la mostra prende una piega inaspettata. Voltiamo un altro angolo seguendo i disegni della leggenda del salvatore di Nausicaa e veniamo catapultati nel cuore della giungla tossica, con tanto di insetto tarlo altro due metri. Le finiture e la precisione del modello fanno pensare che un momento all’altro comincerà a muoversi e, alla stessa maniera, che lo faranno anche gli altri insetti giganti. Gli occhi cambiano colore, dal rosso all’azzurro. I funghi emanano spore ed io quasi me le immagino fluttuare.

Natura

L’ultima parte della mostra comprende dei modellini come quelli della sala precedente ma in formato teca. Accanto è esposta una collezione sotto vetro di coleotteri e viene proiettato un filmato in macro che ne mostra i dettagli. Tale è stato lo studio compiuto da Miyazaki per realizzare il suo primo film, un capolavoro assoluto.



Negozio Ghibli

Che mostra sarebbe senza negozio?

Noren di Totoro, portamonete a forma di gattobus, taccuini, biscotti, portachiavi e canovacci da cucina. E poi libri, su libri su libri. Cartoline, cancelleria, dvd, bicchieri, orologi, modellini, giocattoli. Tutto. Qui potete davvero acquistare in piccolo il mondo di Miyazaki e riprodurlo a casa vostra.

La fortuna

A volte in viaggio siamo sfortunati. Andiamo ad Okinawa e il tifone ci preclude il mare (ricordatevi sempre di controllare il periodo migliore per visitare il Giappone, noi non avevamo altrnative ma voi si :). Nella sfortuna però abbiamo potuto godere di una chicca senza pari. Una mostra del Ghibli per soli Giapponesi, senza una singola didascalia tradotta, senza un accenno, nemmeno vago all’inglese. Sorridiamo quando, prima di uscire, scorgiamo il premio di Venezia, l’Oscar e l’Orso di Berlino esposti in una teca. Le prime scritte che possiamo comprendere, il testimonio della maestosità di ciò che abbiamo appena sbirciato dietro le file di silenziosi giapponesi di Okinawa.

 

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