Perchè bisogna visitare Ho Chi Minh city almeno una volta nella vita

17 Ottobre, 2019 Always Ithaka No comments exist



Perchè bisogna visitare Ho Chi Minh City almeno una volta nella vita? La ragione è piuttosto semplice, per capire il Vietnam! Ho Chi Minh city è la metropoli del paese, il fulcro da cui si dipana il futuro del Vietnam ma anche la città in cui il suo passato viene narrato e preservato. Nel nord la bellezza selvaggia si esprime in una miriade di villaggi, nella maestosità della baia di Ha Long, nella quotidianità degli artigiani e dei lavori manuali. Nel sud spopolano le caffetterie all’americana, trionfano palazzi in stile coloniale e si respira tutto l’orgoglio nazionale. Quasi esistessero due Vietnam.

Due Vietnam, tra Francia e Vietminh

Questa è la prima lezione che Ho Chi Minh city impartisce al visitatore,sono esistiti due Vietnam. Il Vietnam è stato storicamente diviso in due negli anni quaranta  quando, alla fine della seconda guerra mondiale, i ribelli marxisti del nord,guidati da Ho Chi Minh, riuscirono a conquistare Hanoi. Nel Sud del Vietnam, la Francia, riuscì a mantenere il dominio coloniale solo grazie alla conferenza di Ginevra in cui i maggiori alleati di Vietnam del Nord,la Cina, e  Vietnam del Sud, Stati Uniti, concordarono un cessate il fuoco. I primi perchè non ancora pronti ad ingaggiare una guerra e dediti al perseguimento della strategia di “Coesistenza pacifica” di Zhou Enlai, uno dei tre fondatori del Partito Comunista Cinese. I secondi, invece, erano preoccupati dall’effetto domino che sarebbe potuto conseguire alla caduta del regime francese in Vietnam e che avrebbe, inevitabilmente, indebolito la posizione strategico-politica di Washington.

E dunque, la guerra

La sete di indipendenza del Vietnam, però, non si assopì dopo il concordato cessate il fuoco. Rappresaglie ed assembramenti continuarono, sino agli anni sessanta. Le incursioni nel sud del Vietnam dei Vietminh, il sostegno economico crescente fornito dalla Cina di Mao, e la fobia della potenziale espansione comunista, portarono Lyndon Johnson, 36° presidente degli Stati Uniti, ad inasprire le relazioni con il paese dell’Indocina.

Nel 1963 gli Stati Uniti riuscirono ad assasinare Diem, il presidente della Repubblica del Vietnam, con il benestare ufficiale del presidente uscente Kennedy. Seguì il famigerato incidente del Golfo di Tonkin, in cui truppe nordvietnamite bombardarono i cacciatorpedinieri americani in sosta nelle acque del golfo. Questo fu il casus belli con il quale gli Stati Uniti, sotto la neonata ammistrazione Johnson, ottennero la famosa risoluzione di del Golfo di Tonkin, che autorizzava lo schieramento delle forze armate.

museo guerra vietnam

Una guerra per sterminarli tutti

La guerra che ne conseguì fu una terrificante dimostrazione di brutalità da parte degli Stati Uniti. Come si legge su uno dei muri del Museo dei Residuati Bellici di Ho Chi Minh city,gli stati uniti scatenarono tutto il loro arsenale utilizzando il Vietnam come fosse un grande stabulario gremito di cavie per testare la potenza dei nuovi ritrovati.

Napalm

Nella cultura di massa il Napalm è divenuto un mito bellico. Un ‘arma i cui effetti non vengono mai effettivamente esplorati ma che permette di creare suggestioni di guerra forti ed incisive. Il Napalm è  assurto a simbolo mediatico con cui gli Stati Uniti hanno potuto lenire le ferite di una guerra che hanno perso.

«Mi piace l’odore del napalm al mattino. Una volta abbiamo bombardato una collina, per dodici ore, e finita l’azione siamo andati a vedere. Non c’era più neanche l’ombra di quegli sporchi bastardi. Ma quell’odore… sai quell’odore di benzina? Tutto intorno. Profumava come… come di vittoria.» Tenente colonnello Kilgore, Apocalypse Now.

Agente Arancio

Il Napalm, però, non è stato il solo acido incendiario impiegato nel conflitto. Nel museo dei Residuati,potrete trovare un abnorme elenco di nomenclature militari con cui venivano indicati gli svariati tipi di armi chimiche impiegati nella guerra del Vietnam dall’esercito americano. Spicca,fra tutti il famigerato Agent orange,un defoliante che fu irrorato su tutto il Vietnam,senza eccezioni.

L’idea di impiegare un defoliante nacque dalla necessità di privare i Vietminh della loro più grande risorsa, la rigogliosa vegetazione che forniva loro riparo. Un attentato ambientale, sostanzialmente. La componente base di questo composto è la diossina, un elemento che permane nell’ambiente con cui entra in contatto per 20 anni.L’effetto sull’uomo, paradossalmente,è persino più devastante.Le sostanze rilasciate sono in grado di produrre effetti disastrosi sul corpo umano di chi vi è esposto. Sterilità, deformazioni, incidenza tumorale e teratogenesi sono solo alcuni degli effetti prodotti dall’agente arancio sulla popolazione vietnamita.

Lo scopo

Nei saloni del museo le foto lasciano ben poco all’immaginazione. Lo scopo reale dell’impiego di armi così brutali era lo sterminio. La sterilità era un effetto noto e voluto, la trasmissione congenita di malformazioni, letali e non, era una punizione supplementare di  cui, però, patirono le conseguenze anche i soldati americani venuti a contatto con la tossina.

Ho Chi Minh fuori dal museo

La storia racchiusa all’interno del museo non è tutto ciò che Ho Chi Minh ha da offrire. La guerra del Vietnam terminò con la conquista di Saigon e la riunificazione del Vietnam. Questo rappresenta Ho Chi Minh, la vittoria di un popolo sottomesso su quella che viene tutt’ora considerata la più grande potenza del mondo occidentale.

La città

Gli abitanti di Ho Chi Minh  sono fieri di questo retaggio e sfoggiano questo orgoglio con dignità, consapevoli di essere un’eccezione che rimarrà nella storia e che, proprio per questo, non vuole essere dimenticata. Dai ristoranti della zona turistica del centro alle periferie silenziose e scarsamente servite dai mezzi, Ho Chi Minh trasuda desiderio di progresso e affermazione.

cappello vietnamita

Templi antichi tra il cemento

Abbiamo battuto la città palmo a palmo, vicolo dopo vicolo. Scovato templi ancora non noti all’industria del turismo di massa, parlato con persone con l’arcata dentale superiore svuotata dall’età, mangiato seduti su scalini polverosi circondati da monaci di fronte ad una bottega di riparazione di smartphone. Ho Chi Minh è tutto questo. Passato, cultura, orrore, vittoria, orgoglio, Vietnam.

Passate da qui

In un viaggio in Vietnam è difficile includere tutto e nell’economia di tempo necessaria a compiere viaggi di breve durata, Ho Chi Minh city viene naturalmente lasciata fuori. è comprensibile, paragonando la vista della baia di Ha Long o del railway market all’immagine grigio cemento di questa città. Eppure, ci terremmo a consigliarvi di spendervi un giorno o due. Tra musei ed edifici in stile coloniale, retaggio della Francia imperialista, scoprirete templi dalle architetture delicate in cui si possono ancora vedere cerimonie autentiche con fedeli diffidenti e non abituati alle foto dei turisti. Ad Ho Chi Minh city potrete avere il privilegio di dover camminare ore per raggiungere zone prive di collegamenti perchè non considerate, per ora, attrazioni turistiche. Il fatto che sia faticoso non ne sminuisce la bellezza, anzi.



Strati

Dunque, perchè bisogna visitare Ho Chi Minh almeno una volta nella vita? Per scoprire la vera bellezza del Vietnam che trascende il mero esotismo, ma parla di storia, storia contemporanea. Una storia deforme ed insanguinata in cui, però, il Vietnam ha affermato il suo orgoglio e il suo desiderio di esistere da pari a pari con le grandi forze economiche del mondo. Un delta color fango, torri alte 46 piani, pescatori che scivolano sul Mekong al tramonto con il cappello di foglie a cono che si tinge d’oro negli ultimi raggi che filtrano dalla coltre di smog. Ho Chi Minh è una città che si scopre, strato dopo strato, con furia e velocità.

Se siete curiosi di sapere le cose migliori da fare a Ho Chi Minh cliccate qui!

Sperando che questo breve post vi abbia ispirato,

Buon Viaggio!

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