Perchè i cetrioli di mare sono importanti,costosi e in pericolo?

Gennaio 28, 2020 Always Ithaka 1 comment
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Siamo al Velana Airport. Ancora non ci credo che stiamo tornando a casa, mi ero ripromessa che se fossimo tornati alle Maldive avrei trovato un modo per restarvi per sempre. Invece, eccoci qui, con l’idea di compiere altri viaggi meravigliosi, lontani da questo micro paradiso insulare.

Passeggiamo nella sala delle partenze, costellata di espositori gremiti di souvenir al punto da confondere. Ci infiliamo nell’unico negozietto in cui la merce sembra più rada e distribuita. Vendono davvero cose carine, principalmente prodotte da piccole case di design locale. Sono sul punto di comprare una magliettina azzurra con tante silhouette di squalo blu per nostro nipote, quando noto una cosa che mi spinge ad andarmene. Non prima di averla fotografata.

Cetriolo di mare negozio Cetriolo di mare eden

In questo bellissimo negozio si vendono cetrioli di mare. Stronzi di mare, per chi è cresciuto vicino al litorale nel sud Italia. Nella mia mente riaffiora un documentario, probabilmente visto su Netflix, che mi suggerisce che questo sia ancora più sbagliato di quanto stia  pensando.

I cetrioli di mare sono animali strani, va ammesso. Hanno una forma grossa e tubolare, ricordano in tutto e per tutto un grosso cetriolo molliccio, delle feci insomma. La particolarità di questo essere feciforme, però, è l’importanza che ricopre nell’ecosistema marino.

Cetriolo di mare

L’assunto fondamentale è che ogni animale svolge una funzione nel suo ambiente, l’uomo, ad esempio, sembra avere l’assurdo compito di distruggerlo sia per lui che per gli altri. Battute ecologiste a parte, l’assioma è valido. Gli animali vivono vite e svolgono funzioni.

Il cetriolo di mare, lo stronzino, non fa eccezione. Esso, infatti, funge da filtro purificando la sabbia dei fondali. Questa pulizia rende l’ambiente meno propenso a sviluppare un eccesso di alghe, potenzialmente letale per i pesci e, secondo recenti studi, sarebbe addirittura in grado di schermare la barriera corallina proteggendola dall’erosione causata dall’acidificazione dell’acqua. Un piccolo supereroe dalla forma equivoca.

Quindi, perché mai i cetrioli di mare dovrebbero essere allontanati dal loro ambiente e venduti in un aeroporto come un bene di lusso? Perché, sfortunatamente sono considerati tali.

Essi vengono annoverati come rimedio nella medicina asiatica da secoli, tant’è che tracce di attività ittica relativa ai cetrioli di mare rimandano a ben 170 anni fa. La convinzione, priva di fondamento scientifico, è che il consumo di cetrioli di mare possa dare sollievo a disturbi quali l’artrite, poliuria e cancro. I cetrioli di mare non vengono assunti solo come alimento, essi vengono impiegati in creme, infusi ed integratori.

Anche la medicina europea sta iniziando a integrare nelle proprie ricerche le proprietà del cetriolo di mare in ambito oncologico.



La cosmesi, non è da meno. Molte case produttrici di creme e sieri anti età inseriscono proprio i cetrioli di mare tra i loro ingredienti di punta. Il collagene di questi animali, l’uso radicato nelle tradizioni cosmetiche asiatiche e un fancy packaging permettono a queste aziende di vendere flaconi da 30 ml al modico prezzo di 119 dollari come nel caso della siero al collagene prodotto dalla Bache de Mar.

Gli stronzi di mare, inoltre, sono considerati una vera e propria prelibatezza culinaria.

Questo piccolo animale marino, viene impiegato nelle diete sia per i suoi poteri antiossidanti sia per  il suo basso contenuto calorico e l’elevata quantità di proteine. Non si tratta però di uno esclusivamente dietetico, anzi, come per le creme di bellezza, il cetriolo di mare rientra nei beni alimentari di lusso.

Cetrioli di mare

In Cina, il cetriolo di mare è sempre stato considerato una prelibatezza, ma, a partire dagli anni 80, la domanda è letteralmente esplosa.  La nuova classe media emergente ha potuto finalmente affacciarsi al mercato dei beni di lusso e il cetriolo di mare ne ha subito le conseguenza. Considerato un alimento di riguardo, esso viene spesso usato come omaggio in circostanze speciali o servito come pietanza esclusiva nelle occasioni più importanti. 

Il prezzo al kg, in media, si aggira intorno ai 3$, ma, esistendone circa 1250 specie diverse ognuna con una diffusione e una reperibilità diversa, i prezzi possono variare e di molto, giungendo fino al prezzo stellare del Japanese Sea Cocumber  venduto per circa 3500$ al kg.

Il consumo di questo echinoderma è salito vertiginosamente, comportando un congruente aumento del numero di paesi impegnati nell’esportazione dell’animale, da circa 35 nel 1997 si è giunti ad un computo di circa 83 nel 2011. L’aumento delle esportazioni è, inevitabilmente, congiunto all’aumento di tentativi di allevamento. I cetrioli di mare, però, non sono facilmente allevabili e, questo, li rende più costosi. Più complicato ne è l’allevamento, meno questo risulta possible e, dunque, come riportato da Steven Purcell intervistato da Business Insider, più pericolosa  e profonda diventa la pesca. I dati registrano almeno 40 pescatori subacquei morti nello Yucatan, durante le battute di pesca del cetriolo.



Il dramma dei cetrioli di mare ha raggiunto vette insospettabili, su 70 specie pescate, circa 7 sono a rischio di estinzione, per non parlare dei danni connessi alla pesca che priva, inevitabilmente, l’ambiente marino di una risorsa insospettabilmente preziosa.

L’allevamento potrebbe garantire che i cetrioli di mare allo stato brado non vengano più pescati, o quantomeno, questa è la teoria.

La pratica, invece, narra di un fiorente mercato nero che ha causato una crisi nello Yucatan dove l’eccesso di pesca è risultato in una diminuzione della popolazione di cetrioli di mare cui è conseguito un conflitto tra gruppi criminali per il controllo delle zone di pesca. 

Il cetriolo di mare, con quella sua forma bizzarra e quel suo aspetto assolutamente innocuo e tutto fuorché ghiotto, è l’ennesima vittima dell’attività umana. Una vittima che, come sempre accade in natura, svolge un ruolo fondamentale nel suo ambiente che, privato di questa bestiola a forma di cacca, comincia davvero a risentirne.

Cetrioli di mare

Dunque, qualora trovaste cetrioli di mare in vendita, che siate in Cina o alle Maldive, non acquistateli. Fotografateli e condividete la necessità di cominciare a tutelare seriamente questo pianeta dalle risorse limitate, prima che sia troppo tardi. Un cetriolo alla volta.

Se la storia dei cetrioli di mare ti ha colpito, sei curioso di scoprire perchè anche le stelle marine sono a rischio e,soprattutto, perchè non vanno mai tirate fuori dall’acqua? clicca qui, scoprirai come proteggerle e tutelarle!

Tutti i dati impiegati in questo post sono stati estrapolati da Wikipedia, Business Insider e dai siti dei prodotti menzionati che non linkeremo per non alimentarne l’acquisto.

1 Comment on “Perchè i cetrioli di mare sono importanti,costosi e in pericolo?

  1. Avevo sentito parlare di questa cosa! Sapevo che le oloture a.k.a. c**zi di mare fossero apprezzati dalla cucina asiatica ma non sapevo che si usassero anche per così tante altre cose! Non potrò più guardarli fare niente sul fondo del mare con gli stessi occhi di prima eheh.

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