Perchè in Asia è pieno di Svastiche?

Luglio 18, 2019 Always Ithaka No comments exist



Ieri abbiamo pubblicato in una storia di Instagram l’immagine di un Buddha con una svastica al centro del suo corpo rotondo, esattamente in corrispondenza del chakra Manipura, quello del plesso solare. Due nostri amici blogger ci hanno chiesto, incuriositi, perchè il povero Buddha si ritrovasse una svastica addosso. Abbiamo quindi deciso di scrivere un post per raccontare perchè in oriente la Svastica sia praticamente ovunque.

Perchè in Oriente è pieno di Svastiche?

La risposta più semplice è che la svastica, prima di essere un rimando alla barbarie nazista, è un simbolo religioso orientale. Questo simbolo viene, infatti, utilizzato nell’Induismo, nel Buddhismo Cinese, nel Buddhismo zen, nel Giainismo, nel Falun Gong e in molte altre religioni

svastica

Cos’è la svastica?

Fin dal neolitico ne sia hanno tracce, ma cosa rappresenta? A seconda della declinazione religiosa in cui viene impiegata, la svastica, assume una sfumatura di significato diverso.

Giainismo

Nel Giainismo la svastica è uno degli otto auspici e ricopre un ruolo essenziale non solo come icona ma anche come mezzo rituale. Ogni libro libro sacro è decorato con una svastica e durante le funzioni essa viene composta con il riso ai piedi degli idoli, per essere offerta. I quattro bracci rappresentano i quattro luoghi in cui può rinascere l’anima nel ciclo della vita e della morte.

Induismo

Esistono ben due tipi di svastiche nell’Induismo. Quella tracciata in senso orario, propriamente svastika, simboleggia il sole. Quella in senso antiorario, sauvastika, rappresenta la notte e la forma più crudele della sanguinaria dea Kali, Devi Durga.

Buddhismo

Nel Buddhismo la svastica è riconosciuta come impronta del Buddha, simbolo dell’eterno ciclo della vita.

Buddhismo Cinese

Nel Buddhismo cinese significa “10.000”, ovvero rappresenta l’infinito, quindi la coscienza di tutte le cose che si manifesta nel Buddha.

Buddhismo Zen

Nel Buddhismo zen la svastica rappresenta un sigillo ereditario, trasmesso di patriarca in patriarca, a testimonio del busshin-in, il sigillo mente-cuore.



Dove si trova?

La svastica è diffusissima in tutta l’Asia. In India la vedrete praticamente ovunque, dipinta sugli stipiti superiori delle case, in forma adesiva sui taxi, all’ingresso dei templi e sulle icone sacre. Stessa cosa in Nepal. Nei paesi in cui è diffuso il Buddhismo Cinese, come in Taiwan, si trova spesso e volentieri sulle rappresentazioni del Buddha. In generale, la troverete ovunque, dagli esercizi commerciali alle case di proprietà, nei templi e persino negli hotel.

La svastica in Europa

Come si suol dire, nessuno inventa mai nulla. Hitler non fu il primo europeo ad importare la svastica, anzi. Fu preceduto dalla Finlandia che, per il periodo compreso tra il 1918 e il 1945, recava il simbolo sui mezzi della propria aeronautica militare. Nella cultura Baltica, infatti, la svastica era già presente a livello popolare, sia in Finlandia che in Estonia. In Islanda la svastica fu adottata dalla compagnia navale Eimskip.

La svastica nazista

Hitler guardava ad oriente più di quanto si pensasse. La sua tanto venerata “purezza ariana” assurge, infatti, a connotazioni etniche presenti nelle zone himalayane in cui inviò, per altro, svariate missioni. La svastica non fa eccezione, da simbolo sacro dell’oriente, divenne il baluardo del partito nazionalsocialista nel primo dopoguerra. Atta sia a testimoniare la vena ariosofica, per cui attraverso la via mistica degli ariani era possibile raggiungere l’iperboreo, sia a sacralizzare la bandiera e tutto l’immaginario nazista, la svastica assunse una connotazione politica ed ideologica.

Rivalutare le Svastica

Nel 2008 Il Gran Rabbinato di Israele e l’Hindi Dahrma Sabha hanno dichiarato congiuntamente che la svastica debba essere riconosciuta come un importante simbolo religioso, non come un simbolo di morte. L’utilizzo fatto dai nazisti di questo simbolo, risalente a ben 5000 anni prima dell’avvento del Terzo Reich, è stato riconosciuto come erroneo e da considerarsi, per questo, una parentesi nella storia della svastica.

Quando si incontra una svastica

Per noi europei, però, la svastica rimane un simbolo forte. Qualcosa che, a primo acchito, ci appare per forza sbagliato. Un fatto istintivo e naturale generato dalla repulsione che proviamo, o dovremmo provare, per i fatti del novecento. L’ovvia conseguenza psicologica che nasce in seno a chi all’orrore nazista non perdona e sconta nulla. Stranirsi di fronte ad una svastica è talmente immediato che anche dopo anni di viaggi in Asia, dopo averne visitato ben sette paesi, di cui tre con una forte presenza di svastiche, ancora non riusciamo ad esserle indifferenti.



Forse è dovuto anche all’essere italiani

Mi domando se questa reazione non sia collegata anche alla nostra nazionalità. Essere italiani significa avere un passato da alleati  e complici del nazismo ma non solo. In una paese dove la gente si sente libera di proclamarsi nazionalsocialista o in cui un intero tifo organizzato, quello dell’Hellas Verona, si permette di definirsi “una squadra a forma di svastica” e di dichiararsi apertamente neonazista, credo sia normale rimanere irrigiditi di fronte ad una svastica.

Un mondo senza nazifascismi

Il Nazismo ed il Fascismo non ne vogliono sapere di morire. Sarebbe bello svegliarsi una mattina e leggere che Forza Nuova o Casa Pound siano semplicemente svanite nel nulla, scoppiate come bolle di sapone. Nonostante ciò sia sfortunatamente inverosimile, non dobbiamo per questo condannare la svastica.

Sole e vita

La svastica rappresenta sole, vita ed eternità. Un simbolo positivo glorioso che intesse i suoi bracci uncinati nella profonda trama delle religioni orientali. è importante, se non fondamentale, riscoprirne la bellezza e rendersi conto che l’uso che ne è stato fatto non è solo improprio ma anche insensato. A poco a poco ne si impara ad apprezzare l’essenza e goderne l’intenso significato spirituale.

 

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Sette anni in Tibet

The Book of Symbols

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