Qual’è il problema tra Giappone e Corea

Agosto 5, 2019 Always Ithaka No comments exist



Siamo in metro a Seoul. Saliamo cercando di fare in fretta, in Corea nessuno aspetta in coda e tutti si gettano sui posti a sedere liberi, foss’anche per una fermata. Così, come spesso ci accade, anche questa volta rimaniamo in piedi, le mani agganciate alle maniglie mobili che pendono in fila dal sostegno in metallo.Guardiamo le porte chiudersi senza farci troppo caso. O almeno, così faccio  io. Save, invece stringe gli occhi quasi stesse leggendo e mi fa segno di voltarmi. All’inizio non capisco perciò mi suggerisce di leggere il grosso adesivo con la scritta NO attaccato al vetro. Boycott Japan recita, e d’un tratto molte cose acquistano un nuovo senso. Che il Giappone non fosse amato dagli anziani già lo sapevamo. Che i tradizionalisti considerassero le influenze mediatiche nipponiche deleterie è cosa nota. Ma che addirittura fossero in corso boicottaggi ufficiali non ci era noto. Questo perchè Giappone e Corea sono due paesi che vengono facilmente accomunati. Giappone e Corea, due paesi che in realtà sono in aperto conflitto diplomatico e che da Agosto 2019 hanno annunciato la rottura commerciale. Qual’è il problema alla base di tutto ciò? Come sempre, una storia di guerra, occupazione e soprusi.

giappone corea

Uno sguardo a ovest

La Corea fu la prima a cercare di invadere il Giappone, o meglio, nel 1420 tentò di annettere l’ isola di Tsushima. Un secolo dopo il Giappone provò a renderle il favore. Nel 1592 l’esercito Giapponese imperversò nella penisola fino a che,con l’aiuto della Cina, la Corea non riuscì a scacciarlo.

La conquista

Nel 1894, durante una furiosa ribellione interna, il Giappone andò in soccorso della vicina penisola e in meno di un anno riuscì nell’intento di assassinare la regina. Nel 1907 il re Gojong abdicò e nel 1910 il Giappone ottenne la cessione della Corea.

35 anni di dominazione

Il Giappone non si fece scrupoli e operò drastiche politiche per sedare lo spirito dei Coreani. Venne imposta una riforma culturale con il preciso scopo di eradicare l’identità coreana e imporre quella giapponese. Ai coreani non era concesso usare la propria lingua madre, nè tanto meno, il proprio nome coreano.

Perchè proprio la Corea

La Corea è una penisola dallo straordinario potenziale strategico, soprattutto per il Giappone che, essendo un arcipelago non gode di alcun contatto diretto con la terra ferma. La Corea rappresentava per l’impero nipponico un punto di partenza ottimale per conquiste più ambiziose in Asia, nonchè un perfetto serbatoio di risorse da sfruttare per arricchirsi. Complice il sentimento imperialista sparso dall’Europa coloniale, il Giappone vide la Corea come la sua naturale colonia.



Vittime

La popolazione fu totalmente sfruttata dal regime giapponese. Le risorse del paese vennero reindirizzate per arricchire l’arcipelago e il territorio  e i suoi abitanti furono totalmente aggiogati. Come sempre, furono le donne a subire la sorte peggiore.

Comfort Women

La parabola delle donne di conforto volontarie rimase in auge fino al 1989 quando alcune donne cominciarono a raccontare la realtà dei fatti. Rapite, allontanate da casa e costrette a prostituirsi, le ragazze pagarono sulla loro pelle il prezzo della dominazione.

Controversia

Alcuni storici continuano ad affermare la natura volontaria delle Comfort Women, mentre altri cercano di dare un valore numerico esatto al fenomeno. Le stime sono labili e variano dalle 20000 alle 410000 vittime. Ciò che mi viene da pensare quando leggo le convinzioni di chi sostiene che si trattasse di un movimento volontario è che forse dovrebbero provare gli stessi studiosi a vivere in un bordello e a subire violenze sessuali, fisiche e verbali da soldati di un esercito nemico.

Non solo Coreane

Le comfort Women non provenivano solo dalla Corea ma anche da Thailandia, Vietnam, Filippine, Malaysia, Taiwan, Cina e Indonesia. I soldati giapponesi ingannavano le ragazze proponendo lavori in fabbrica per convincerle a partire, Esistono però svariate testimonianze di come, spesso, si verificassero dei veri e propri rapimenti.

Schiavi

Una buona porzione della popolazione Coreana venne impiegata in campi di lavoro in condizione di schiavitù ed è stata proprio la richiesta di risarcimento avviata da uno di questi ex-lavoratori, il novantaquattrenne Lee Chun-sik a scatenare l’inasprimento delle dinamiche tra i due paesi.

La fine della seconda guerra mondiale

La Corea riuscì a liberarsi del giogo nemico solamente con la fine della seconda guerra mondiale, quando il Giappone prostrato dal lancio di due atomiche ad opera degli U.S.A. firmò la resa incondizionata.

Oggi

La Corea non ha dimenticato lo sfruttamento e le violenze subite, anzi. Dopo decenni di negazionismo, soprattutto per quando riguarda il fenomeno delle comfort women, la Corea sta cominciando a chiedere i danni al Giappone. Il Giappone però, non accenna ad un esborso monetario nè al riconoscimento degli eventi dell’occupazione come crimini di guerra.



Boycott Japan

Sulle metropolitane, nelle strade, in televisione, in Corea si boicotta il Giappone. Prodotti d’importazione e brand sono i primi ad essere evitati ma non solo. Anche lo stesso Giappone come destinazione turistica sta vivendo un calo senza precedenti di turismo coreano.

Il Caso

Ciò che ha effettivamente fatto traboccare questo vaso ricolmo è stata la sentenza della corte suprema Coreana che ha stabilito che Lee Chun-sik ed altri quattro ex-lavoratori fossero risarciti dalla Nippon Steel  per circa 100 milioni di won. Shinzo Abe ha reagito alla sentenza dichiarando che l’avrebbe portata al vaglio delle Nazioni Unite in quanto violazione dei trattati bilaterali stipulati nel 1965 con i quali la questione dei risarcimenti era stata già stabilita. A seguito di ciò il Giappone ha rimosso la Corea dalla propria White List, la lista di partner commerciali con accordi privilegiati. La Corea è il primo paese ad esserne mai stato escluso.

E dunque?

Niente più componenti Giapponesi per la Corea, soprattutto per quanto riguarda materiali e dispositivi conduttori per prodotti elettronici che potrebbero essere usati per l’armamentario bellico. Per ripristinarne il commercio la Corea dovrà chiedere particolari permessi. Se le cose non cambieranno il Giappone e la Corea si allontaneranno sempre di più al punto che, pur essendo le reciproche capitali appena due ore di volo, i due paesi saranno de facto più lontani che mai.

In piazza

I Coreani non si stanno limitando ad un boicottaggio ma stanno scendendo nelle piazze riempiendole di bandiere della nazione, mostrando il loro sdegno al Giappone. Su alcune di queste bandiere,l’effige di Donald Trump svetta sinistra. Addirittura ieri un uomo si è immolato dinanzi all’ambasciata Giapponese.

Viaggiare in Corea oggi

Oggi la Corea attraversa una delle sue fasi più critiche dal post guerra, un Nord in aperto conflitto al confine, un Giappone in chiusura ad est ed una Russia invadente ancora più a Nord. Per viaggiare in un paese del genere è fondamentale conoscerne la storia e la cultura, proprio per poter comprendere tutto ciò. Per essere viaggiatori responsabili basta davvero poco, in questo caso, poche letture e mete specifiche. Vi consigliamo spassionatamente Figlie del Mare, scritto magistralmente dalla scrittrice di origini sud coreane Mary Lynn Bracht. Una volta a Seoul, non perdetevi la visita alla Seodaemun Prison History Hall e alla DMZ.

Turisti in Corea, ma non dal Giappone

Non temete, per i turisti non cambierà nulla. Se però il vostro paese di provenienza è il Giappone vi consigliamo di informarvi presso la vostra ambasciata e di prepararvi a richiedere un rimborso in caso di annullamento. In generale le compagnie aeree Coreane cesseranno quasi del tutto di servire le tratte verso il Giappone, almeno fino a che la situazione non si sarà stabilizzata.

 

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