Tornare a casa dopo due mesi in Asia

Settembre 23, 2019 Always Ithaka No comments exist



Tra otto giorni sarà passato un mese dal nostro rientro. Una settimana e sarà passato metà del tempo che abbiamo trascorso viaggiando ininterrottamente. Non è facile raccontare un rientro del genere, ci sono tante cose che varrebbe la pena dire e molte altre che, invece, non andrebbero dette per non urtare la sensibilità di nessuno. Dopo due mesi in Asia, però, ci sentiamo di poter dire tutto, soprattutto in un post come questo. In queste righe vi racconteremo di cosa è cambiato in noi e nella vostra vita ma, soprattutto, che la nostra voglia di viaggiare è cambiata.

ll  tempo

A dire che il tempo vola si fa presto. Questi due mesi, però, al contrario di quanto vi aspettereste, non sono volati, affatto. Hanno cambiato la nostra percezione del tempo. Ora sappiamo esattamente il valore di un’ora e il suo potenziale. L’abbiamo imparato scoprendo che in un a singola ora si può effettuare un passaggio di confine a piedi. Forse è proprio questa la prima grande considerazione da fare. Il tempo vola quando ci si diverte, senz’altro, ma il tempo è estremamente equo quando lo si vive. Tornando abbiamo scoperto quanto le nostre giornate, per quanto intense, fossero costellate di momenti non valorizzati. Da che siamo tornati, quei momenti sono stati eliminati.

La nostra città

Abbiamo sempre amato Milano, con quel capolavoro del Duomo e la pace del naviglio Martesana. Anche oggi mi sento di poter riaffermare questo concetto, ma devo apporre un ma. Da quando abbiamo cominciato a viaggiare questa consapevolezza si è insinuata a poco a poco in noi ed oggi,finalmente, riusciamo a capirla.  Oggi Milano ci sembra sempre bella ma, devo ammettere, inizia a sembrarci cristallizzata, a metà tra il suo potenziale e l’indolenza di non voler cambiare. Dalle banalità che la renderebbero più funzionale, come la possibilità di acquistare i biglietti su autobus e tram, alle cose più evidenti, come l’eccesso di attività di consumo e la carenza abissale di attività legate alla coesione, alla condivisione e alle esperienze. So che Milano è il fiore all’occhiello del nostro paese e che l’Italia ha un meraviglioso patrimonio culturale ma la verità è che, semplicemente, non è valorizzato. Al contrario i centri commerciali, i centri estetici e le vie dello shopping prosperano selvaggi, indici della nostra crescente superficialità.

milano

Il caffè

Da Italiana ho sempre bevuto troppi cappuccini schiumosi e corposi. Dico troppi perchè sono arrivata a berne quattro in una giornata. Oggi il caffè ha assunto un ruolo diverso nella nostra vita. L’abbiamo imparato in Asia, dove la pausa caffè era un momento di ristoro. Il Giappone, però, è stato il paese che più ci ha instillato il senso di questa pausa. Il piacere di aspettare che la moca sfrigoli, senza innervosirci inutilmente perchè ci mette troppo, osservare il caffè fumare in attesa che raffreddi, sorseggiarlo in balcone guardando l’alba sorgere tingendo d’oro il tetto della villa rustica che siamo così fortunati da poter sbirciare. E poi ancora un altro, magari decaffeinato, durante la giornata. Allungato con latte di riso, raffreddato con ghiaccio come abbiamo imparato a berlo a Bangkok. Storcerete il naso voi italiani veraci e vi capisco, ma noi,quel caffè freddo fuori dai canoni, lo adoriamo.

caffè giapponese

Il Cibo

Questo viaggio ci ha dato la spinta ad abbracciare completamente quella filosofia alimentare che tanto ci aveva affascinato durante il nostro primo viaggio in Giappone. L’amore ed il rispetto per il cibo, per quanto possa essere un semplice piatto di riso bollito con qualche foglia verde di contorno. Il piacere di mangiare insieme, chiacchierando o, quando Save cucina le sue specialità, tacendo in preda alla gioia di mangiare. Se il Giappone ci ha insegnato cosa vuol dire amare il cibo, il resto dell’Asia ci ha insegnato che è un privilegio, da condividere con gioia quando si è abbastanza fortunati da poter mangiare o, ancor più raro, quando si ha addirittura il lusso di scegliere cosa e come mangiare.

cibo asiatico

Lo spazio

Da che siamo rientrati, la nostra casa è stata trasformata. Tutto quello che abbiamo sempre rimandato è stato fatto, in pochi gesti e in pochi giorni. Quello che ancora non abbiamo fatto è solo perchè non possiamo permettercelo e siamo contenti di accettare questo fatto. Significa solo che metteremo più impegno del lavoro ma non che questo fatto ci farà sentire inadeguati, in alcun modo, come,invece, ammetto, mi capitava prima. Save è sempre stato quello più positivo e propositivo tra noi due. Ora sto scrivendo dal mio studiolo, osservando il salotto ordinato e sgombro, punteggiato di piante che abbiamo iniziato a comprare per rendere l’atmosfera più naturale. Un’oasi di pace, perchè è esattamente ciò che lo spazio personale deve essere, pacifico per chi lo abita.

tramonto asia

Dimensioni

Questa è la grande scoperta. Veniamo da una cultura occidentale, materialista e consumista. A Tokyo abbiamo vissuto in un appartamento di 13 metri quadri, dormendo su un soppalco, mangiando per terra e cucinando nel cucinotto  monofornello di fronte alla porta del bagno. A Bangkok abbiamo vissuto in una casa enorme con un bagno piccolissimo e un dipinto grande quanto una parete sopra la testata del letto. A Kuala Lumpur la nostra prima casa era composta da due stanze e decorazioni di Totoro, la seconda era un monolocale arredato con gusto. E poi ancora, in Korea siamo passati dalla minuscola stanza di una guest house ad un bilocale sotterraneo. Ciò che abbiamo compreso è che basta valorizzare lo spazio a disposizione e a quel punto, il micro appartamento di Hatsudai diventa più che sufficiente.

Ansia

Sì, sto per dirlo. Da che sono tornata anche la mia ansia è cambiata. C’è e mi tormenterà ancora ma adesso, la controllo molto di più. In questo momento sono poche le cose che mi mettono un senso di angoscia e tutte le futilità per cui usavo arrovellarmi ora mi sembrano inezie da nulla per cui non spendo un minuto in più del necessario.



Gli Amici

Questa, forse,è una delle cose più belle capitate. Siamo stati lontani dai nostri amici per tanto tempo, ma ora ci sentiamo molto più vicini a loro. Ed è un sentimento nato in viaggio, quando rientrando in albergo a portata di wifi trovavamo messaggi inaspettati sinceramente interessati a noi, o quando, nelle stories, ci hanno scritto con entusiasmo, principalmente chiedendo a Save di mostrarsi di più per essere certi che fosse ancora vivo. Sembrerà infantile, sdolcinato, ma chi se ne frega, apprezzare i propri amici e sentirsi legati a loro è impagabile.

I problemi

Problemi” una parola che fa quasi paura e che incurva le spalle della maggior parte delle persone con il suo peso spropositato. Ebbene, salvo eccezioni che spero non incontreremo, in questo momento i problemi non ci sembrano più drammi inaffrontabili ma, semplicemente, fatti con cui dobbiamo avere a che fare. Questo ridimensionamento ci ha reso più sereni nell’affrontare le eventualità che, inevitabilmente, capitano tutti i giorni. Ci ha anche permesso di osservare, dall’esterno quanto possano erodere la felicità altrui e ci siamo resi conto di quanto lo facessero con noi.

Il Lavoro

Ci svegliamo presto, tutti i giorni, in un range orario che varia dalle 6.30 alle 7.30, quando siamo stanchi. Non ci svegliamo di cattivo umore, anzi, per quanto stanare Save dal suo bozzolo di coperte sia un impresa per cui verrò ricordata nella storia, ci alziamo volentieri. E siamo attivi, tutto il giorno. Blog, studio, Instagram, Foto, Video, Facebook, contatti, leggere, giocare,lezioni, passeggiare, fare sport e così via. Lo so, ho mescolato gli hobby al lavoro ma è per il semplice fatto che abbiamo deciso, di impegnarci per ciò che amiamo, senza distrazioni.

Merito e credito

Di solito a questo punto qualcuno ci dice: “Parlate facile voi che siete fortunati.”. Di solito tendevamo a morderci la lingua ma oggi, dopo tutta l’esperienza accumulata ci sentiamo in dovere di darle giustizia smettendo di negare il grosso impegno che mettiamo in quello che facciamo per non ferire nessuno. La nostra non è fortuna, ma duro lavoro e sacrificio, perchè anche se dall’esterno quello che facciamo possa sembrare una sempiterna vacanza, in realtà è un lavoro che non conosce ferie, weekend, pause o malattia. Il fatto di amare ciò che facciamo non significa che questo abbia diritto a meno dignità. Perciò, finalmente, ci tengo a rispondere a tutti che, in realtà, siamo tutti fortunati. Noi che abbiamo accesso ad una connessione internet, che abbiamo un tetto sopra la testa, che abbiamo la possibilità di lavorare per un salario, che possiamo andare in ospedale quando necessario, che possiamo mangiare tutti i giorni almeno tre volte al giorno e che possiamo vivere con dignità.



Noi due

Siamo sempre riservati, lo so, e molti di voi ci chiedono di mostrare più aspetti del nostro rapporto. Non credo che vi faremo mai entrare nella nostra quotidianità più di quanto non facciamo ora ma ci sono delle cose che vorrei condividere. Viviamo insieme  continuativamente per 24h su 24h da tre anni. Prima di questi tre anni eravamo abituati a vederci tutti i giorni tutti il giorno e a dormire in case diverse con l’eccezione, sempre più frequente, dei viaggi. Litighiamo pochissimo e adoriamo la compagnia l’uno dell’altra. In casa abbiamo lo studio in stanze separate e dopo una o due ore uno raggiunge l’altro con un bicchiere d’acqua o si mettere a leggere vicino alla sua scrivania. Passeggiamo in città parlando per ore e siamo felici, veramente felici, solo quando stiamo insieme.

I prossimi viaggi

Prima avevo l’ansia se non avevamo un volo prenotato. Oggi, nessun volo in vista. Eppure, sono calma. Perchè dopo questo viaggio abbiamo capito una cosa fondamentale. Noi siamo fatti per la strada, per vivere viaggiando, per saltare su tuk tuk nel cuore della Cambogia nel cuore della notte, per vagare per Kuala Lumpur ad orari impensabili in mezzo a persone senza fissa dimora, per osservare la gente pregare in mille modi diversi, per vedere luoghi mai immaginati ed assaggiare cibo troppo piccante.

Oggi, dopo due mesi di Asia, sappiamo di aver fatto la scelta giusta e non torneremmo mai indietro. Viaggiare è il nostro stile di vita.

Buon viaggio.

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Due mesi asia

 

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