Turismo sostenibile in Nepal : cose da sapere

Maggio 10, 2020 Always Ithaka
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Il Turismo sostenibile è un vero e proprio meccanismo di viaggio che permette di non arrecare danni in qualunque paese si scelga di visitare. Ogni paese ha le sue peculiarità e il turismo sostenibile si declina di conseguenza, proprio per evitare di compiere un grossolano errore di omogeneizzazione. Essere viaggiatori sostenibili e responsabili in Nepal non è complicato, soprattutto avendo a mente alcuni accorgimenti.

Conoscere il Nepal

Per conoscere davvero un paese bisogna viverlo, riempirsi le narici di odori e profumi del luogo, sbucciarsi le ginocchia inciampando sui terreni impervi e ascoltando il suono unico della sua particolarissima vita. Ciò non toglie che sia necessario partire preparati informandosi in maniera puntuale sui problemi del paese. Ci sono molte risorse reperibili a riguardo che non vi sarà difficile trovare, di seguito vi elenchiamo una serie di testi da leggere e la guida da portare con voi.

Locale e non Occidentale

La prima regola in Nepal, come nel resto del mondo, è quella di non farsi guidare dal desiderio di sicurezza che le prenotazioni in agenzia o in alberghi e strutture occidentali garantisce. Cercate piuttosto di pernottare ed organizzare i tour con strutture locali, in modo da essere certi di star immettendo stabilmente denaro nell’economia locali. In caso contrario le vostre spese verranno reindirizzate in occidente causando un drain di risorse. Scegliete le strutture con calma, verificandone le condizioni su tripadvisor e cercando nei blog di viaggio. Una volta trovato quello che fa per voi, inviate una mail alla struttura per capire che tipo di attività offre, in modo da avere un appoggio nel caso voleste pianificare tutto con largo anticipo.

Animali, no grazie

Quando si tratta di turismo animale la regola da seguire è piuttosto semplice, evitare qualunque contatto fuori dagli incontri casuali. Questo significa non rivolgersi ad alcuna struttura che permetta un contatto controllato con l’animale, in nessun caso. Non esistono santuari buoni che consentano di spazzolare un elefante, non esistono trekking che non spezzino la schiena ai pachidermi e non è possibile accarezzare una tigre senza che questa sia stata catturata cucciola, torturata, mutilata e drogata. La curiosità è ciò che spesso porta le persone in questo genere di attrazione, ma non temete esistono dei modi per interagire in maniera delicata e non invasiva con gli animali. I safari, le gite nella giungla e gli avvistamenti casuali sono ciò che fa per voi e per gli animali. Sono esperienza più autentiche, piene di imprevisti in cui esiste il rischio di non vedere l’animale che desideravate, eppure sono decisamente più belle ed intense, soprattutto quando il caso vi premia con la fugace visione della creatura in questione. (Qui approfondiamo l’argomento e qui vi diamo 10 indicazioni per capire con che struttura avete a che fare)

Amare gli animali implica rispettarli e riconoscere a loro e al loro ambiente una dignità intrinseca.

capra nepalese

Artigianato

Non è tutto locale ciò che è made in china. Trovare autenticità nell’artigianato locale non è impresa semplice, anzi. Spesso nei banchetti di Thamel vi troverete sepolti sotto la mole di prodotti “artigianali” , ma made in fabbrica per la grande distribuzione, in attesa di essere acquistati. Cercate i negozi in cui vengono prodotti lavorati localmente, non solo spenderete davvero poco, ma potrete finanziare realmente l’artigianato locale che, spesso, produce manufatti culturalmente importanti. Questo è l’indirizzo di un artigiano di Thamel, davvero eccezionale a lavorare il legno.

Un'artigiano a Kathmandu

Tibetani

In Nepal vivono circa 20.000 esuli tibetani. La loro è una vita precaria, appesa al filo delle relazioni tra Cina, Nepal e India. Molti di loro non possiedono nemmeno dei documenti per potersi muovere o accedere ad una sfera sociale diversa da quella dello status di rifugiato. Solitamente sono impegnati nella vendita di manufatti tibetani, retaggio del loro legame con il tetto del mondo. Acquistate con moderazione, soprattutto perché, spesso, si tratta di oggetti di grande valore spirituale che vengono svenduti nonostante costituiscano una parte importante del retaggio culturale tibetano. Andate a visitare gli insediamenti, provate la loro cucina e, se ve lo dovessero chiedere e non altrimenti, donate loro gli abiti da viaggio di cui non avete bisogno. Ricordatevi di trattarli con dignità, riconoscendo il loro valore umano e non relegateli a mezzo strumentale per foto o esperienze da aggiungere alla lista. I Tibetani sono orgogliosi e pacati, meravigliosi quando parlano del loro mondo perduto.

Rifugio Tibetano a Pokhara

ONG

Il Nepal è un paese estremamente povero, tant’è che il 25% della popolazione vive sotto la soglia di povertà con meno di 0,50 centesimi al giorno. La trappola della povertà è ben salda in Nepal e trascina le persone indigenti in traffici illeciti, accattonaggio, schiavitù, malattia e analfabetismo. Questo cane che si morde la coda non è semplice da fermare, al contrario. Il turismo però, essendo un ingente mercato, quando ben indirizzato può essere d’aiuto. Molte Ong sono attive sul territorio portando aiuto concreto alla popolazione, raccogliendo dati e necessità da sottoporre all’attenzione di governi e Organizzazioni Transnazionali e aiutando i Nepalesi ad accedere a strutture emancipative. Supportare queste organizzazione è fondamentale, ma anche utile se volete vivere un’esperienza potente a contatto con la popolazione. Di seguito alcune Ong attive in Nepal che offrono servizi per il turismo:

  • Seeing Hands, in cui sono impiegati operatori ciechi che, altrimenti, avrebbero difficoltà di integrazione lavorativa. Il trattamento “remedial sports therapy” è stato veramente intenso ma abbiamo goduto lungamente dei suoi benefici. Di seguito riportiamo uno dei loro motti che in poche parole riassume lo spirito del centro. “Curare sé stessi è connesso con il curare gli altri”
  • Himalayan Halers: Anche in questo caso non si tratta di un classico centro benessere che si occupa di istruire nelle arti di cura coloro che che sono state vittime del traffico di esseri umani, vittime di violenza domestica, vedove ed altre persone bisognose. Il centro rilascia un diploma riconosciuto internazionalmente e li inserisce nell’ambiente lavorativo. Vi consigliamo il massaggio nepalese effettuato con il solo sfregamento palmi delle mani e con l’ausilio di un olio di semi di mostarda. Se la giornata si prospettasse una lunga attesa prima di un volo notturno, usufruite dell’ingresso giornaliero alla spa.

Cercate inoltre i negozi solidali delle Ong, anche locali, grazie ai quali potrete finanziare progetti di scolarizzazione e aiuto.

  • Apeiron: “Dal 1996 il nostro impegno quotidiano in Nepal mira a realizzare il nostro sogno, per fare la differenza, una vita alla volta. Giorno dopo giorno, attraverso i nostri progetti di alfabetizzazione, formazione professionale e micro credito, le donne nepalesi diventano indipendenti e guardano il mondo con la dignità che merita ogni singolo individuo.”
  • Care : “A partire dal 1978, CARE è stata una delle prime agenzie di aiuti internazionali a lavorare in Nepal. Oggi, CARE Nepal lavora per affrontare le cause sistemiche e strutturali della povertà e dell’ingiustizia sociale, come la discriminazione basata su genere, casta, classe ed etnia; cattiva governance; e vulnerabilità da conflitti e catastrofi naturali. CARE ha identificato tre temi chiave per i suoi programmi attuali: dare potere alle donne, garantire mezzi di sussistenza e gestire efficacemente le risorse naturali, affrontare l’equità e la giustizia sociale

Bambini ed accattonaggio

A volte sembra crudele dirlo, ma non cedete all’istinto di dare denaro ai bambini che in strada vi imploreranno per una moneta. Vi sentirete male a rifiutare, ve lo possiamo garantire, ma è la cosa giusta da fare. Molti bambini orfani, soprattutto a seguito del terremoto del 2015, sono coinvolti in un sistema di tratta di esseri umani che comprende, tra le tante ed orribili cose, l’accattonaggio. Evitando di cedere a quelle suppliche eviterete che i vostri soldi vadano ad alimentare l’oscuro e crudele mercato di esseri umani che distrugge e rovina vite. “E se in passato avessi dato dei soldi ad un bambino?” Non vi preoccupate, sbagliare spesso è inevitabile e nessuno vi giudicherà per un errore commesso in buona fede. Prendetelo solo come sprone ad informarvi di più e non commettere due volte lo stesso errore.

Volontariato: sì, ma ad alcune condizioni

WorkAway permette di lavorare in cambio di vitto e alloggio, consentendo ai viaggiatori di muoversi spendendo veramente poco. Purtroppo questo significa svolgere un lavoro gratuitamente in un paese in cui il denaro circola poco e i servizi si contano sulla punta delle dita. Spendere denaro, anche poco, in viaggio è importante. Perciò cercate di evitare questo genere di meccanismo di risparmio, ma se proprio non potete orientatevi verso strutture di volontariato che operano nella comunità. Anche in questo caso, cercate di capire se il vostro apporto possa essere realmente utile o se lo stiate facendo solo per spendere il minimo indispensabile. Il modo in cui percepite gli altri e la loro funzione nella vostra vita è cruciale per essere viaggiatori responsabili, in particolare, ricordatevi sempre che gli altri devono essere un fine non un mezzo.

Kathmandu

Low waste

In alcuni paesi evitate la plastica è impossibile per il semplice fatto che non esiste un sistema di acqua potabile. Alcuni alberghi possiedono questo genere di purificazione, ma rimane un fattore privato e limitato. Giocate d’astuzia portando con voi il necessario per ridurre al minimo sacchetti, sacchettini, cannucce e quant’altro.

  • Bento box in cui conservare il cibo da strada, evitando sacchetti  e buste plastiche
  • Cannuccia. Portatevi una cannuccia di metallo telescopica, in questo modo non dovrete bere direttamente dalle lattine e non avrete bisogno di chiedere una cannuccia di plastica.
  • Coppetta Mestruale e assorbenti lavabili. Con questi due dispositivi eviterete di produrre una notevole quantità di rifiuti non deperibili. ( Se siete indecise sulla coppetta mi permetto di consigliarvi la Ruby Cup, che regala una coppetta ad una ragazza in difficoltà per ogni acquisto.)
  • Portate con voi prodotti da bagno sostenibili in modo da non lasciare plastica alle vostre spalle nel caso in cui li terminaste: Deodorante in vetro, sapone in barra, shampoo in barra, crema solare sostenibile, spazzolino in bambù.

Sharing is caring

Per gli spostamenti evitate i voli interni, inquinano troppo, non sono sicuri e vi privano di una parte importantissima del viaggio. Cercate di usare mezzi pubblici o, quantomeno, condivisi, in modo da ridurre le emissioni causate dallo spostamento. Durante il nostro viaggio in Nepal siamo stati carenti su questo fronte, ma da allora ci siamo impegnati davvero ad evitare di cedere alla comodità del mezzo privato.

Tradizionale, ma senza spettacolo

Il viaggiatore è curioso e desideroso di trovare nuovi panorami da osservare e nuovi suoni cui prestare orecchio. è importante però dominare questa curiosità evitando tutti quegli eventi che spettacolarizzino alcune particolarità culturali a fini turistici. Se gli spettacoli fanno parte della cultura locale sono fruiti dagli abitanti del luogo allora è lecito prendervi parte. Qualora invece fossero spettacoli evidentemente orientati al turismo, allora sarà bene starvi alla larga poiché la cultura di un paese deve essere tutelata e non venduta.

Queste sono le linee guida essenziali per un viaggio sostenibile in Nepal, speriamo che l’articolo vi sia utile e vi permetta di vivere un’esperienza più autentica ed emozionante.

 

Buon viaggio!