Wale Watching, avventura tra le balene in Islanda.

Giugno 8, 2018 Always Ithaka No comments exist


8 Giugno 2018 / by Always Ithaka

Martina Miccichè

Una delle domande che ci viene posta più di frequente riguarda quale paese o quale esperienza ci sia piaciuta di più. Di solito tendiamo a fare una classifica perchè troviamo troppo difficile rispondere in termini assoluti. Eppure, ultimamente un’esperienza in particolare ci sovviene sempre più spesso. Un’esperienza così semplice ed intensa che ritengo sia opportuno raccontarla con le stesse parole con cui l’ho trascritta la sera stessa.




Dal diario di viaggio di Ithaka, Islanda.
Il porto è avvolto da una lieve foschia, i gabbiani stridono, l’odore di pesce e mare rinfresca e l’aria gelida del nord congela. Mi sembra quasi strano osservare l’orizzonte oltre il fiordo in attesa che la barca sia pronta. come se servisse il permesso per godere della natura,come se a noi umani fosse precluso esplorarla davvero. ci servono utensili, strumenti, capacità e conoscenze acquisite. Come se non fossimo natura ma semplici spettatori.
Un suono cupo,prolungato annuncia che l’imbarco sta per cominciare. Ci muoviamo all’unisono e attendiamo la consegna della tuta termica. Saremo circa una ventina di persone, tutte intente ad imbragarsi e imbottirsi per paura del freddo artico. Save ed io ci guardiamo sorridendo, imbottiti come siamo diamo l’idea di essere ancora più bassi.

whalewatching

Salendo sulla barca cerchiamo un posto di privilegio che ci consenta di osservare meglio di chiunque altro, sembra un obiettivo automatico e comune a tutti i presenti perciò finiamo col darci di gomito e arrampicarci sulla torretta di prua. Uscendo dal porto osserviamo le acque nere, le barche che entrano, il cielo chiaro.
Passano cinque minuti e la vedetta chiama una direzione.
Whale!” “Whale!”
Ci giriamo, osserviamo. C’è solo il fantasma di uno sbuffo. La balena è già inabissata.

 

whale
Scendiamo dalla torretta, leviamo l’imbraco, fa caldo.
Save alza un dito.
Un getto d’acqua e aria si leva per qualche metro dalla superficie, una massa scura si protende sinuosa, una coda s’alza per inabissarsi lasciandoci cogliere la perfetta siluette delle sue pinne.
Non avevo mai visto una balena.
Scatto a raffica, fermo le immagini, imprimo quello che credo di vedere.
Sono attimi veloci, istanti concitati e l’ora di navigazione scorre fluida.
La barca si volta, segno che stiamo tornando. Una balena si leva a prua. Non so spiegarlo ma Save ed io rimaniamo a poppa. Osserviamo l’acqua accanto a noi mentre una delle balene dà spettacolo lontano dai nostri sguardi.
Senza rendercene conto una’ombra scura affiora, con lentezza. Lancia uno sbuffo quieto dallo sfiatatoio, che fa brillare eleganti e diamantine gocce d’acqua contro il cielo azzurro. Nel ricadere aprono lo spettro di luce bagnando il cetaceo di un arcobaleno. è così vicina che se mi tuffassi potrei toccarla. Mi alzo in piedi e quasi sento di volermi lanciare. Al contrario però rimango immobile. Il suo occhio scuro ed enorme sfiora la superficie. Lo fisso e vedo occhi che guardano gli abissi, che vedono oggetti estranei solcare il mare. C’è curiosa attenzione, bonaria fiducia. Piano piano s’inarca, l’occhio fisso su di noi. La pinna dorsale divide le acque aprendo la strada alla pinna caudale, immensa, striata di bianco, dai bordi irregolari. Alza un gorgo di acqua e svanisce.
Immobili osserviamo l’acqua chetarsi.
Mi sento liquida e mi sento volatile.Mi sento libera e prigioniera della mia forma umana, inadatta a quegli abissi.
Piccola ma piena dell’immensità di quella visione scura come la notte.
Ecco, ora per la prima volta ho davvero visto una balena.
Sorridiamo un po’ ebeti, non abbiamo scattato foto nè girato filmati. Abbiamo osservato una balena stranamente prossima alla barca, nel silenzio della sorpresa, con la gioia dello spettacolo inedito. Il brivido dell’ignoto.
La nave rientra in porto e noi ridiamo come follemente divertiti, ebbri di quella possenza silente che per un attimo ha posato lo sguardo su di noi.

n.b. nel post non menzionare di aver quasi lasciato che la canon cadesse in acqua, Save non lo sa e non devi fare le solite figure di m****.

 

Tips:

– Organizzate le gite con enti eco friendly che stiano attenti alle loro emissioni e che cerchino di tutelare il più possibile questi animali

Non mangiate la carne di balena! In Islanda la caccia alla balena viene perpetrata principalmente per l’export e la piccola porzione che risponde alla domanda interna proviene dal turismo.
Mangiare carne di balena è un diretto contributo all’estinzione dell’animale.

– Evitate il più possibile di urlare in presenza di questi cetacei, sono enormi ma si spaventano facilmente!

– Denunciate ogni comportamento scorretto, la tutela del pianeta è un nostro dovere. Garantire un futuro ad animali ed ecosistema significa preservare il nostro stesso ambiente.

{"slides_column":"3","slides_scroll":"1","dots":"true","arrows":"true","autoplay":"false","autoplay_interval":"2000","speed":"300","rtl":"false","infinite":"true","blogdesign":"design-1"}

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *