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Cosa sta succedendo in Polonia

Cosa sta succedendo in Polonia? La situazione al confine tra Polonia e Bielorussia, luogo di intersezione tra le politiche di Lukashenko e l’establishment polacco, è drammatica. Mentre il governo polacco progetta la Polexit in pieno contrasto con la volontà del popolo polacco, il numero di migranti che cerca di attraversare il confine aumenta.

La Polonia non è un paese democratico e le azioni degli ultimi due anni dimostrano come un governo di estrema destra possa diventare velocemente dispotico e lesivo dei diritti umani anche in seno all’UE. Dalla negazione del diritto all’aborto ufficializzata nel 2020 a cui sono conseguite proteste di piazza globali e nazionali, il governo di Varsavia è giunto a strutturare l’uscita dall’UE. La Polexit nasce come minaccia per far accettare all’Unione la riforma giudiziaria promossa da Morawiecki, una serie di cambiamenti che hanno come scopo quello di negare il primato della legge comunitaria su quella nazionale. Il timore è che tale riforma possa essere uno scudo per non dover rispondere di eventuali violazioni dei diritti umani ed aprire le aule ad una forte interferenza politica.

La sfida senza precedenti lanciata dal primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, a uno dei principi giuridici fondamentali dell’Unione europea ha seriamente aggravato la disputa del suo governo con Bruxelles. E ha alimentato le preoccupazioni che la Polonia si stia dirigendo verso la porta, descritta come “Polexit”

Poland stokes fears of leaving EU in ‘Polexit’

Primo obiettivo della riforma è stato il Tribunale Costituzionale in cui sono stati modificati gli equilibri. Attualmente, riporta la BBC, i giudici sono quasi nella totalità simpatizzanti del “Partito Polacco di Legge e giustizia”, nella rosa dei nuovi magistrati pare sia stato inserito addirittura un giudice nominato illegalmente.

Il ricatto della Polexit, negato dal primo ministro polacco, ha scatenato le proteste di piazza e mostrato il contrasto tra la volontà del governo e quella della popolazione polacca. La posizione ufficiale del governo è che la Polexit sia una fake news diffusa dall’opposizione e che non abbia nulla a che fare con il governo in carica.

La pericolosa aderenza tra sistema giudiziario, esecutivo e legislativo in Polonia sarebbe già di per sé motivo di allarme, soprattutto in luce di una potenziale uscita dall’Unione Europea, cosa che priverebbe de facto e de jure i cittadini polacchi della tutela del diritto dell’Unione, eppure gli ultimi sviluppi del confine fanno presagire che eventi ancora più drammatici stiano per colpire il paese.

Nelle ultime settimane il numero di migranti che hanno tentato di attraversare il confine tra Polonia e Bielorussia è cresciuto esponenzialmente, secondo quando riportato dagli inviati della CNN nella sola giornata dell’11 ottobre sono stati registrati circa 739 tentativi di attraversamento. Da agosto circa 16.000 tentativi sono stati sventati dalle autorità polacche e con l’avvicinarsi dell’inverno e l’inasprirsi delle restrizioni al confine i rischi per i migranti aumentano esponenzialmente. Solo in agosto quattro persone sono state trovate senza vita a causa dell’ipotermia. Il confine tra Polonia e Bielorussia si snoda in buona parte lungo la foresta di Bialowieza, l’ultima foresta primitiva d’Europa. L’intenzione polacca di costruire un muro di confine per arginare la migrazione non avrà solo il drammatico effetto di condannare le persone migranti a pratiche di attraversamento sempre più rischiose, ma costituirà un vero e proprio danno ambientale irreparabile che rischia di compromette ulteriormente e definitivamente la foresta.

foresta in polonia con bisonte

Perché arrivano i migranti?

Lukashenko, da mesi, sta usando i migranti come mezzo di ritorsione contro l’Europa. Le accuse contro il governo di Minsk giungono da Lituania, Lettonia e Polonia che, all’aumentare delle condanne al regime Bielorusso hanno registrato un aumento delle persone che hanno attraversato il confine. Il regime di Lukashenko è sotto osservazione per le gravi violazioni dei diritti umani, risale appena a 19 settimane fa il dirottamento di stato che ha portato all’arresto del dissidente politico Pratasevich. Per respingere le critiche e le accuse Lukashenko sta fisicamente usando i migranti come mezzo di ritorsione, sfruttando corpi e vite in condizioni di estrema precarietà come fossero mezzi politici. La maggior parte delle persone che tenta di attraversa i confini tra Bielorussia e Polonia proviene da Iraq e Siria e sono in aumento gli esuli provenienti dall’Afghanistan.

Nel grande gioco di sistema i migranti stanno diventando una merce pericolosa da indirizzare verso stati nemici o cuscinetto che, allarmati dagli arrivi, intraprendono azioni altrettanto spregevoli per arrestare i flussi. Nel caso della Polonia si parla di una barriera fisica, di un muro che correrà per 130 chilometri lungo il confine con la Bielorussia.

Per portare a termine le operazioni di repressione la Polonia ha dichiarato lo stato di emergenza in modo da poter sopprimere qualsiasi comunicazione e testimonianza delle azioni in atto. Il sito della Farnesina è per ora l’unico sito italiano che riporta tali misure nella loro interezza, lo scopo è quello di tutelare i viaggiatori che si recano nella zona e suggerisce quanto poco importi all’Italia delle gravi violazioni dei diritti umani attualmente in corso lungo il confine. Le restrizioni infatti non sono denunciate ma riportate come un dato di fatto a cui attenersi dal 5 ottobre fino a modifica delle disposizioni.

POLONIA: Proclamazione stato di emergenza lungo il confine con la Bielorussia. Aggiornamento:  
Con Disposizione del Presidente della Repubblica di Polonia del 2 settembre 2021 è stato introdotto, per 30 giorni,  lo stato di emergenza lungo la zona di confine con la Bielorussia. La misura riguarda  115 comuni nel Voivodato di Podlaskie e 68 comuni nel voivodato di Lubelskie (Lista completa al link  https://dziennikustaw.gov.pl/D2021000161201.pdf pagine 2-6). A partire dal 1° ottobre 2021 è stato prorogato di altri 60 giorni.
L’introduzione dello stato di emergenza comporta alcune temporanee restrizioni alle normali libertà e diritti vigenti sul territorio polacco. In particolare, nelle aree in questione, sono previste:
– sospensione del diritto di organizzare e tenere raduni pubblici;
– sospensione del diritto di organizzare eventi di massa, artistici e di intrattenimento;
– obbligo di portare sempre con sé un documento d’identità;
– divieto di risiedere nella zona interessata dallo stato di emergenza per periodi superiori alle 24 ore (con alcune eccezioni);
– divieto di registrazione e ripresa con mezzi tecnici di aree e strutture specificamente identificate;
– limitazione dell’accesso all’informazione pubblica relativamente alle azioni svolte nelle aree interessate dallo stato di emergenza e legate alla protezione del confine di stato, nonché alla prevenzione e al contrasto dell’immigrazione illegale;
– divieto di portare armi da fuoco, munizioni e materiali esplosivi ed altri tipi di armi nelle aree interessate allo stato di emergenza.
Si invitano tutti i connazionali che dovessero risiedere o viaggiare nelle aree in questione ad attenersi al rispetto delle disposizioni emergenziali

Viaggiaresicuri, Polonia

La Polonia sta avanzando a passo di marcia verso un sistema non democratico, repressivo dei diritti umani . Nel gennaio 2020 i diritti delle donne sono stati gravemente negati con l’effettiva entrata in vigore del divieto di abortire, salvo casi di incesto, violenza sessuale o pericolo per la vita della futura madre. Il movimento Strajk Kobiet ha riempito le piazze e raccolto grande solidarietà nel mondo, ma la situazione è rimasta invariata. Ora alla conta delle vittime di questi regimi para-totalitari si aggiungeranno le vite dei migranti, sempre in crescente pericolo.

Cosa sta succedendo in Polonia? In Polonia l’estrema destra sta ottenendo ciò che desidera, la realizzazione del sogno di molti estremismi che infestano i paesi europei, ovvero la repressione dei diritti umani e la creazione di un sistema sufficientemente totalitario a consentirlo, ma non sufficientemente condannabile come tale per essere arrestato.

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