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Ecoturismo in Giappone

Dire Giappone e dire ecoturismo sembra l’ossimoro più grande che possa esistere. Almeno in apparenza.

In effetti, al di là delle notizie atterrenti riguardanti mondi all’apparenza piccoli come quello dei cibi confezionati in contenitori di plastica monodose e mondi dalla portata ben più grande, come lo smaltimento delle scorie nucleari di Fukushima, il Giappone può davvero divenire meta ambita di un turismo sostenibile.

Come?

La cultura giapponese è da sempre legata al mondo naturale, alle sue manifestazioni e, più in generale, alla lentezza. Un’idea che ci sembra un po’ paradosso ma che trae origine dall’alba dei tempi e dal legame, indissolubile, tra popolo giapponese e Shintoismo.

D’altro canto, cos’è lo Shintoismo se non una religione della natura? Ogni manifestazione del mondo è manifestazione di una realtà al di là, di una divinità che permea ogni aspetto dell’esistenza. E seppure lo Shintoismo di quasi 2.000 anni fa non sia certamente lo stesso di oggi, il legame con la natura c’è ed è più vivo che mai.

L’ecoturismo dei Giapponesi: non solo gli hanami

Dagli hanami in primavera, ossia la fugace visione dei ciliegi in fiore, al momijigari in autunno, ovvero la vista soave delle foglie rosse degli aceri, il calendario giapponese permane scandito dal ciclo della natura.

Fonte: Pixabay (User: Yamabon)

E sebbene in città questo legame si stia allentando in favore di ritmi di vita vertiginosi, ne resta ancora traccia nell’affezione verso i meravigliosi giardini che punteggiano di verde metropoli della portata di Tokyo e Osaka, e negli eventi annuali cui ogni cittadino non può mancare.

Ad esempio, il Midori no hi, celebrato il 4 maggio, è letteralmente il giorno del verde, ma è più che altro un momento per fermarsi e ritornare alla natura. Le città si svuotano e i giardini, i parchi e le campagne si riempiono di tovaglie da picnic e di persone che si impegnano a svuotare strade e prati dai rifiuti.

Dunque, dove è possibile fare ecoturismo in Giappone?

Innanzitutto, stupirà sapere che una delle più anche associazioni legate all’ecoturismo è proprio giapponese. Fondata nel Marzo 1998, Japan Ecotourism Society è dedita alla promozione del turismo culturale in Giappone attraverso lo sviluppo delle realtà locali.
Basata su Tokyo, l’associazione promuove eco tours, visite guidate, degustazioni, seminari e conferenze atte a far conoscere questo volto del Giappone spesso offuscato da realtà più dinamiche e, se vogliamo, esotiche.

Parliamo di itinerari nuovi, rotte al di fuori del turismo più massivo che faranno scoprire il Giappone più autentico.

Ecoturismo nel Giappone del Nord: Hokkaido

Quasi del tutto fuori dalle rotte turistiche, è l’isola di Hokkaido. Isola del nord, più fredda remota, dove la natura può stupire con il suo trionfo.

Trekking, arrampicate, sport invernali e lunghissime passeggiate nei parchi, principale e coloratissimo biglietto da visita di quest’isola, sono il miglior modo per approcciarsi alla natura selvaggia dell’isola.

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Fonte: Pixabay (User: Sharonang)

Ecoturismo in Honshu

L’isola principale del Giappone, dove si concentrano le grande metropoli e la maggioranza dei viaggi turistici, sembra anni luce da qualsiasi concetto di ecoturismo.

Eppure, il fatto che sia così sviluppata può essere un bene. Gli spostamenti, ad esempio, possono essere effettuati grazie alla fitta rete ferroviaria e di autobus, atta a raggiungere anche le zone meno conosciute. Un bagno di bellezza sono gli infiniti scorci che regalano i finestrini di quei mezzi.

Tra le mete più belle, senza dubbio il Monte Koya, o Koya-san. Circondato da montagne e adombrato da foreste, si tratta di un complesso monastico buddhista di primaria importanza. Qui non è possibile soltanto fare infinite passeggiate alla scoperta della storia del luogo, ma anche possibile ricevere alloggio e ristoro. Silenzio, lentezza e cucina vegetale fanno da sfondo ad un soggiorno in totale comunione con la natura.

Ecoturismo in Shikoku

Come per l’isola di Hokkaido e quella di Kyushu che vedremo tra poco, qui il turismo internazionale è certamente meno sviluppato.
Condensare le bellezze dello Shikoku in poche righe, non è certamente facile: si tratta infatti dell’isola regina dell’ecoturismo in Giappone.

Non solo la lenta riscoperta della spiritualità attraverso il famoso pellegrinaggio degli 88 Templi, ma anche le passeggiate lungo il fiume Shimanto. Nessuna barriera artificiale ha snaturato il corso di questo fiume verso l’oceano. La cosa più incredibile è poter passeggiare, correre in bici o praticare kayak a contatto con le comunità locali, così lontane da qualsiasi frenesia umana.

Oppure, la meravigliosa valle di Iya, denominata “uno dei luoghi più remoti del Giappone”. Qui i villaggi hanno case con tetti di paglia ed i campi sono coltivati ancora secondo antiche tecniche, perché tutto deve rispettare il legame secolare di uomo e natura.

Ecoturismo in Kyushu

L’ultima delle isole più estese del Giappone è in realtà un concentrato di meraviglia. Lontanissima dai tradizionali itinerari di viaggio, l’isola è uno dei luoghi della Terra più ricco di fenomeni vulcanici.

Il Parco di Aso-Juku nella provincia di Kumamoto, ad esempio, ma anche le pendici del Monte Aso con la caldera più larga al mondo regalano escursioni, trekking e bagni nelle sorgenti termali più vive del Giappone. Qui la natura va in simbiosi con una storia ricchissima, essendo il Kyushu la prima porta d’accesso ai viaggiatori alla scoperta del Giappone, dove tra templi buddisti spiccano con altrettanta facilità siti cristiani, da poco Patrimonio Unesco.

Come fare ecoturismo in Giappone: le attività

Abbiamo già citato molte delle attività possibili. Dagli hanami (che in Giappone non sono legati solo al fiore di ciliegio!), al momijigari, dai bagni nelle terme dei famosi ryokan, gli alberghi tradizionali, alle attività all’aperto praticabili in ogni stagione dell’anno, la Terra del Sol Levante è, da questo punto di vista, più che completa.

Un’attività meno nota, e con la quale vorremmo accompagnarvi verso la fine di quest’articolo, è lo shinrin yoku.

Cos’è lo shinrin yoku?

Shinrin yoku in giapponese significa letteralmente “bagno nella foresta”.

ecoturismo in Giappone
Fonte: Pixabay (User: Valiphotos)

Si tratta di un metodo della medicina tradizionale giapponese che permette il recupero delle proprie energie, non solo fisiche, attraverso l’immersione nel verde di un bosco. Questa pratica, inizialmente diffusa solo in Giappone, è ora conosciuta anche in Italia. La silvoterapia è infatti particolarmente indicata per chi stia guarendo da una malattia o da un intervento chirurgico.

Il silenzio e la pace dei luoghi verdeggianti diventano così balsamo per le ferite e mezzo d’eccezione per il ricongiungimento con se stessi.

In Giappone, diversi sono i centri specializzati in questa pratica, anche tour operator: naturalmente, è possibile vivere quest’esperienza anche in totale solitudine.

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