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Il sistema che ha assolto Kyle Rittenhouse

Kyle Rittenhouse, diciassettenne appassionato di armi e sostenitore del movimento BLM, Blue lives Matters, responsabile della morte di due persone e del ferimento di una terza è stato assolto. Com’è possibile? Dipende tutto dal sistema in cui ciò avviene. 

Il profilo di Kyle Rittenhouse

Prima di lasciare gli studi, Rittenhouse, ha partecipato ad un programma per aspiranti vigili del fuoco ed è stato membro del programma cadetti della polizia del dipartimento di Grayslake, dichiarazione questa del dipartimento stesso. Rittenhouse, ama le armi e la polizia, la sua idea di polizia, e sui social non manca di immortalarsi indossando un uniforme completa, assemblando un fucile o esercitandosi a sparare. Rittenhouse amava le armi da fuoco, ed entrare nelle forze dell’ordine era probabilmente la sua ambizione lavorativa. La notte prima della sparatoria ha dichiarato: parte del mio lavoro è proteggere le persone. Se qualcuno viene ferito, corro nella direzione del suo dolore”.

Da cosa credeva di dover proteggere le persone Rittenhouse?

A seguito dei sette proiettili di pistola con cui l’agente Sheskey ha sparato a Jacob Blake, a seguito dell’ennesimo ferimento, in questo caso, di una persona nera compiuto da un agente di polizia la città di Kenosha è diventata teatro di una protesta. Vi partecipavano quei cittadini americani le cui vite vengono considerate meno valide dal sistema, e da chi lo sostiene. Queste le persone da cui Rittenhouse credeva di dover proteggere altri individui, quali? Quelli bianchi. 

Joseph Rosenbaum, 36 anni, Anthony Huber, 26 anni, sono stati uccisi dai colpi dell’arma da fuoco di Rittenhouse , Gaige Grosskreutz ne è stato ferito. Rittenhouse , è stato assolto da una giuria di suoi pari composta da 12 membri. 

Kenosha Kyle Rittenhouse
Kyle Rittenhouse durante i fatti avvenuti a Kenosha

La giuria ha assolto solo Rittenhouse?

La giuria non ha assolto solo Rittenhouse. Non solo perché quello americano è un sistema giuridico basato sulle sentenze precedenti, quindi capaci di mostrare una specifica interpretazione della legge, ma quanto più perché ha mostrato come nei luoghi demandati alla giustizia, quella bendata che non dovrebbe favorire nessuno, le persone bianche sono sistematicamente favorite

E non solo loro. Anche la lobby delle armi ne esce rinforzata, conservando il suo potere e la sua influenza sul governo Statunitense e su quelli dei singoli stati.

Il secondo emendamento stabilisce che: Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una ben organizzata milizia, il diritto dei cittadini di possedere e portare armi non potrà essere violato. Questa prescrizione, risalente al 1791, autorizza di fatto ogni cittadino a possedere un’arma da fuoco. Gli stati però, per essere considerati tali, devono essere gli unici detentori del cosiddetto monopolio della forza. Questo perché, per consentire il vivere consociato, è opportuno che i cittadini non siano in costante pericolo, come nella condizione precedente al contratto sociale. Negli USA, il contratto sociale è vuoto, perché nella prassi, i cittadini possono esercitare l’uso della forza, protetti dal secondo emendamento, e hanno facile accesso allo strumento principe di tale uso : l’arma da fuoco. Persino una persona di 17 anni può comprare un fucile. 

Un paese di civili armati non è proprio un paese civile.

Foto di: Gabriele Galimberti: “The Ameriguns”

La sicurezza

L’idea della sicurezza personale serve sostanzialmente a vendere più armi. Cosa che per definizione, ma anche per statistica, non rende un paese più sicuro. All’accrescere della percezione di pericolo aumenta la necessità per i singoli di ricorrere a mezzi di tutela, quelli che la stessa costituzione americana insegna essere protezione e non pericolo: le armi. È un circolo vizioso in cui i cittadini che lo stato dovrebbe proteggere sono in realtà messi in pericolo dallo stato stesso.

Il razzismo 

Gli stati uniti sono un paese per bianchi. Non un paese di persone bianche, al contrario, ma sono un paese per persone bianche. Gli USA sono una paese fortemente razzista che isola le comunità di persone BIPOC, le allontana dal tessuto sociale, le ghettizza, le dimentica e le uccide. L’ubicazione stessa dei quartieri suggerisce che si tratta di una vera e propria segregazione. Statisticamente, i quartieri abitati principalmente da persone BIPOC, sono lontani dal centro e privi di servizi essenziali e validi. Addirittura vi è una vera e propria segregazione alimentare per cui in questi quartieri sono presenti principalmente o solo fast food. Rendendo più complicato per le persone accedere ad un’alimentazione sana e quindi condannandole all’insorgenza di alcune malattie altamente diffuse nella comunità afroamericana, come quelle dell’apparato cardiocircolatorio

Negli USA si insegna la paura delle persone razzializzate ogni giorno, ed ogni sentenza come quella di Rittenhouse , non fa che cementificare l’idea di un’America bianca per i bianchi. 

Il diritto di manifestare.

Manifestare negli USA è un rischio. Esercitare questo diritto altamente democratico in un paese in cui circa 390 000 armi sono possedute dai civili. Nel solo 2019 sono stati registrati  circa 14000 omicidi compiuti con armi da fuoco. 

Manifestare significa scendere in una piazza pubblica con la consapevolezza che chi non supporta la manifestazione, quale che sia, potrebbe possedere un’arma e non esimersi dall’usarla. La manifestazione in America non è una libertà, ma un atto democratico per cui si rischia la vita. Il primo comma dell’articolo 20 della dichiarazione universale dei diritti umani stabilisce che “ Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica”, ponendo quindi il diritto alla partecipazione. Un diritto che negli USA non è garantito per il semplice fatto che esercitandolo la persona rischia potenzialmente la vita. E alcune persone molto più di altre. La presenza di armi nella società civile è una lesione dei diritti umani, una minaccia e un’autorizzazione statale all’omicidio. 

Quando una notizia di omicidio giunge dagli USA, non c’è solo il colpevole che ha premuto il grilletto, ma anche lo stato che ha consentito alla lobby di mettergli in mano l’arma. Questi sono omicidi autorizzati da uno stato non stato, un debole oggetto che si atteggia ad istituzione. 

Maggiore è la percezione di pericolo, maggiore è il numero di persone che comprerà le armi. Si lucra sull’insicurezza dei cittadini. E i governi ne beneficiano, maggiore la libertà consenta alle lobby principali, maggiore è il loro sostegno economico e politico ai governi. 

Il problema è il razzismo sistemico e finché ci sarà la possibilità di comprare così agilmente le armi da fuoco, continuerà ad uccidere. 

Biden

Il presidente Biden si definisce arrabbiato e preoccupato, ma ribadisce l’importanza di riconoscere che la giuria abbia parlato. Le prime parti del testo, servono al presidente per costruire un cordone di empatia con chi è indignato da una sentenza di questo tipo, serve a mostrare un uomo avverso a quella parte del sistema e non il suo rappresentante massimo. L’ultima frase, però, rivela il messaggio della dichiarazione ovvero la necessità di prendere atto del giudizio del tribunale. Giudizio che assolve una persona che ha commesso due omicidi, che ha ucciso volontariamente due persone durante una manifestazione antirazzista.

Se Biden e tutti quelli che prima di lui hanno provato a conquistarsi l’elettorato più esacerbato degli USA, quello delle persone nere, provassero davvero l’indignazione che millantano, dichiarerebbero la fine del regime di controllo della lobby delle armi e lavorerebbero per contrastare il razzismo, dal basso e dall’alto. Nelle scuole quanto nei corpi di polizia. Invece, Biden, come molti altri, ci racconta il suo cordoglio personale e la sua accettazione del verdetto. Facile riconoscere il valore di una sentenza del genere, per un uomo bianco di 79 anni eletto presidente. Ah, non dimentichiamoci però che due giorni fa, i giornali cercavano di esaltare il mondo perché durante una visita medica i poteri presidenziali sono stati temporaneamente trasferiti ad Kamala Harris rendendola : la prima donna ad esercitare tali poteri negli USA. Le donne in America devono aspettare che il presidente si presenti al suo check up medico per sfiorare il potere. Le persone nere, devono ascoltare il loro presidente che riconosce che la giuria si è espressa, confermando un ennesimo precedente in cui un bianco ha potuto uccidere delle persone a una manifestazione antirazzista

This is America, ricordiamocelo. Non quella che ci vendono Netflix e Hollywood

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