Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Le mosse della Russia

La Russia ha invaso l’Ucraina con un attacco su larga scala e, sebbene si spera sempre che il conflitto non proceda e si interrompa, la presenza militare Russa è un campanello d’allarme che non si può ignorare, soprattutto in luce delle continue menzioni alla NATO e degli eventi del gennaio di questo 2021, molto indicativi da un punto di vista speculativamente predittivo.
Il 17 dicembre la Russia ha avanzato richieste di garanzie legali agli USA e alla NATO in forma di trattati, riporta The Economist, il cui scopo era la retrocessione della NATO, l’impegno formale a non attivare alleanze di sorta con l’Ucraina e, al contempo, rivendicando una sfera di influenza nell’Europa orientale. Il ministro Sergei Lavrov aveva apertamente dichiarato l’urgenza della firma e della ratifica di tali trattati, in cui la Russia si impegnava in nulla, pena l’attivazione di “tutte le misure necessarie”. Le proposte avevano suscitato una notevole preoccupazione, più per la loro voluta pubblicità che per il loro contenuto, il fatto che la Russia stesse avanzando richieste fuori dagli schemi della riservatezza tipici dei negoziati per l’avvio di trattati era già indicativo dell’intento di costruire una narrativa che potesse giustificare una guerra.
Il 6 gennaio, la Russia ha inviato, in concerto con l’Otsc di cui fa parte anche la Bielorussia, un contingente militare, circa 3000 paracadutisti, in Kazakistan per sedare le rivolte popolari sorte contro il regime di Tokaev. Così facendo, il Cremlino ha potuto testare la velocità di reazione dell’Otcs e assicurarsi la fedeltà del regime Kazako, rinforzando l’alleanza presistente.
Gli incontri tenutesi il 10 e l’11 gennaio a Ginevra, tra Russia e USA il primo giorno, e Russia e vertici NATO il secondo, sono risultati in un nulla di fatto, nonostante la propositività della NATO disposta a ridimensionare il posizionamento missilistico e le esercitazioni in suolo europeo.
La Russia, però, ha mire ben più ambiziose e vorrebbe evitare l’estensione della NATO in Svezia, dal 2020 il parlamento si è dichiarato favorevole all’ingresso nel trattato osteggiato dal governo socialdemocratico, e Finlandia.
Ucraina, europa dell’est, Svezia e Finlandia, se dovessimo immaginare un percorso bellico non limitato all’attuale aggressione in Ucraina questo sarebbe il percorso di riferimento, considerando che la Bielorussia è un alleato di Mosca. Si tratta ovviamente di una speculazione che si spera non veda mai la luce, anche perché un attacco ad un qualsiasi altro stato europeo risulterebbe in un conflitto su larga scala.

Leave a comment