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Nestlè annuncia il lancio di uova e gamberi vegani : è greenwashing

Il greenwashing di Nestlè è uno di quelli riusciti meglio. Anche nei supermercati italiani la linea Garden Gourmet occupa in maniera sempre maggiore il velo degli scaffali destinati ai prodotti confezionati vegani e vegetariani. Garden Gourmet è un brand i Nestlè orientato alla produzione di alimenti vegani e vegetariani. Eppure, sebbene la Nestlè dichiari di voler offrire prodotti salubri per le persone e per il pianeta, in questo caso si tratta solo di un’operazione finalizzata ad ampliare il proprio bacino di utenza.

VEGGie, uova vegane, e Vrimp, gamberi vegani.

Uova e gamberi vegani

Risale appena al 7 ottobre la notizia del lancio da parte di Nestlè di alternative vegane a uova e gamberi. La compagnia, infatti, sta investendo molto in quei prodotti vegani che offrono alternative al prodotto di origine animale, prestando particolare attenzione a quei prodotti ancora non disponibili nel mercato di massa.

Garden Gourmet VEGGie è il nome europeo del sostituto delle uova, progettato per essere strapazzato, cotto come una frittata o usato come ingrediente nella preparazione di prodotti da forno. Vrimp è invece il nome designato per il gamberi in vasetto, un nome speculare a quello del già diffuso Vuna, l’alternativa vegana al tonno derivata dalle proteine dei piselli.

Vuna, tonno vegano

Perché è greenwashing?

Gli investimenti di Nestlè per riuscire ad assorbire la presente domanda di cibo vegano non sono orientati ad un cambiamento della produzione del colosso. L’obiettivo è semplicemente coprire un vuoto nel mercato, diventando un punto di riferimento globalizzato e globalizzante di prodotti di origine vegetale. L’azienda, in buona sostanza, non punta a diventare vegana né tantomeno sostenibile. L’uso di colori e prodotti che suggeriscono attenzione all’ambiente sono semplicemente uno dei tanti prodotti presenti nella gamma della multinazionale che oltre a produrre latte condensato possiede ben otto marchi internazionali tra cui il colosso dell’acqua imbottigliata Perrier.

Kit Kat vegano, Vuna, VEGGie e Vrimp

La Nestlè punta ad essere leader in un mercato appena nato ed in crescita, un mercato che interessa soprattutto le nuove generazioni più sensibilizzate alle dinamiche di distruzione ambientale del nostro sistema produttivo. La produzione di Nestlè, l’assorbimento costante di marchi sempre più grandi e la diversificazione della sua produzione che interessa cosmesi e acqua, però non è orientata al cambiamento, ma solo al profitto. Le azioni lesive dell’ambiente e l‘abuso di risorse idriche della multinazionale in zone affette da siccità sono finite sotto inchiesta più volte senza che questa portasse ad un arresto delle attività. Kit Kan Vegano, Vuna, VEGGie e Vrimp sono solo prodotti in un sistema che contribuisce ad alimentare la crisi climatica e che ha trovato un modo per guadagnarvici sopra ponendosi come alleato.

Compare il Vuna, Vrimp, VEGGie e il KitKat vegano

In molti contesti le alternative vegane sono limitate, soprattutto per quanto riguarda i cibi processati. Per molte persone si tratta di un grosso freno e l’arrivo sugli scaffali di prodotti come il tonno vegano, le uova vegane o i gamberetti vegani è una notizia positiva, un incentivo ed un piacere. Eppure anche in questo caso è necessario riflettere sulle conseguenze di acquisti all’apparenza ecologici e animal cruelty free. Alimentare i guadagni di un’azienda che depreda le risorse idriche delle comunità a rischio in paesi del sud del mondo, acquistare prodotti di un colosso che produce latte condensato e mangimi per animali ( il brand Purina è di nestlè) e che possiede lei quote di maggioranza di L’Oreal, una delle più grandi aziende di cosmesi al mondo, fa bene ad animali, ambiente e persone? La risposta è molto semplice: no. Le scelte etiche non possono essere sfruttate da aziende responsabili di predazione di risorse e sfruttamento animale per aumentare il fatturato. Se l’azienda avesse almeno dichiarato di avere intenzione di operare una conversione della produzione a sole alternative plant based, forse, con un notevole sforzo, questi prodotti potrebbero essere accolti con un atteggiamento diverso. Trattandosi però di Nestlè, un’etichetta verde e un prodotto alternativo vegetale non possono redimere un marchio intero.

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