Period Poverty

Aprile 3, 2021 Always Ithaka No comments exist

La gestione del ciclo mestruale non è uguale per tuttə.

Le diseguaglianze hanno un effetto sul ciclo. Non tutte le persone del mondo possono accedere ai dispositivi necessari alla gestione del ciclo mestruale. I prodotti in questione hanno un costo, spesso eccessivo, che non tutte le persone possono permettersi. Inoltre, essendo il ciclo mestruale un tabù, in alcuni paesi alcuni tipi di prodotti sono addirittura vietati. In India, ad esempio, ho faticato non poco a trovare una confezione di tamponi interni perché sono considerati inadatti e socialmente stigmatizzati. In Nepal, paese che abbiamo amato profondamente, il ciclo mestruale è talmente demonizzato che in alcuni luoghi è ancora diffusa la pratica del chaupadi, ovvero l’obbligo per le persone aventi il ciclo, sin da piccolə, ad allontanarsi dalla comunità e vivere in catapecchie senza alcuna risorsa igienico sanitaria per la durata delle mestruazioni.

Terremoto Nepal

Senza andare troppo lontano, nel nostro amato Regno Unito le statistiche rivelano che almeno 137,700 ragazzə hanno saltato la scuola perché non possono permettersi le protezioni sanitarie necessarie a gestire il ciclo fuori di casa. La period poverty è diffusa in tutto il mondo e si interseca a problematiche di altra natura creando un crescendo di svantaggi, difficoltà e stigma.

Povertà mestruale: in Italia non se ne parla

Sempre nel Regno Unito, il 39% delle persone impossibilitate a garantirsi un’adeguata igiene durante il periodo mestruale ha difficoltà a socializzare, rimanendo isolata. La gestione del ciclo in sicurezza rientra nella sfera dei diritti umani, proprio perché riguarda un bisogno primario, collegato alla salute e alla dignità della persona e, come tale, deve essere rivendicato e protetto.

Ruby Cup

Quando si parla di prodotti mestruali, è necessario tenere in conto anche la filiera produttiva, ovvero i lavoratori coinvolti nella produzione dei dispositivi che ogni giorno vengono usati per poche ore e gettati. La tutela dei loro diritti diminuisce in maniera direttamente proporzionale alla durata dell’uso del prodotto. In alcuni paesi, come nel Regno Unito, le aziende produttrici non sono obbligate a rendere visibile la lista degli ingredienti con cui sono prodotti i dispositivi, rendendo la questione ancora meno trasparente. Sapendo, ad esempio, che i tamponi usa e getta standard sono composti al 90% da plastica è più facile dedurre che tipo di industria ne crei le componenti essenziali e, dunque, risalire sia al tipo di tutela garantita al lavoratore sia all’impatto ambientale del prodotto.

Se esiste una period poverty, esiste un period privilege.

Sono 2,5 miliardi le persone nel mondo che non hanno accesso a strutture igieniche minime.

Il quinto rifiuto per presenza sulle spiagge europee è derivato dalla gestione del ciclo mestruale.

Il 12% delle persone aventi il ciclo si trova nella condizione di dover improvvisare dispositivi di fortuna.

Il femminismo è sostenibile? La sostenibilità è femminista?

Questo privilegio implica l’avere la possibilità di acquistare i prodotti necessari ad una gestione igienica ed autonoma del ciclo, la possibilità di poter scegliere quale tipo di prodotto acquistare e quella di trovare prodotti adatti alle proprie necessità. Una ragazza bianca, abile, appartenente al ceto medio, che frequenta la scuola e che ha almeno un parente in grado di occuparsi della sua educazione rispetto al ciclo mestruale ha un privilegio sostanziale rispetto ad una persona della stessa età, nera, proveniente da una famiglia con un reddito minimo. Questa difficoltà aumenta mano a mano che i fattori di discriminazione si intersecano e arriva persino ad intaccare la salute delle persone. I prodotti più economici sono spesso quelli capaci di creare più danno e un ciclo mestruale vissuto in condizioni di assenza di igiene può comportare gravi rischi sanitari. Avere questo privilegio non è una colpa, ma impone un dovere: quello di attivarsi per estenderlo a tutt*, in funzione delle proprie possibilità. Scegliere dispositivi riutilizzabili, prodotti rispettando i diritti dei lavoratori e, come nel caso di Ruby Cup, in grado di fornire sostegno anche a persone che normalmente non hanno accesso a prodotti sanitari per il ciclo, è un piccolo cambiamento capace di fare una differenza enorme.

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