Razzismo ambientale e giustizia ambientale

Giugno 11, 2021 Always Ithaka No comments exist
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Le persone BIPOC, sigla che indica Black, Indigenous, People of Color, sono più a esposte ai rischi derivanti dai cambiamenti climatici. Il cambiamento climatico stesso è emanazione del sistema coloniale di appropriazione e sfruttamento e mantiene alta la marginalizzazione delle persone razzializzate. La sostenibilità, per essere completa, deve quindi tener conto delle dinamiche economiche e sociali razziste e lavorare per eliminarle, in modo da realizzare la sostenibilità sociale, ambientale ed economica in maniera completa.

Razzismo ambientale

Il termine razzismo ambientale designa l’impatto sproporzionato che i danni derivanti dal cambiamento climatico hanno sulle persone BIPOC.Esso è determinato da una pluralità di fattori tra cui legislazioni inique, decisioni e attività governative e corporative deliberatamente lesive, assenza di assistenza adeguata e marginalizzazione sistemica.

La presenza di discriminazioni sistemiche rende le persone razzializzate più soggette a sfruttamento e ad espulsione sociale per cui sono spesso costrette a vivere in luoghi più degradati, con minori servizi, maggiore densità umana e minori tutele ambientali. Il razzismo ambientale produce insicurezza sociale, alimentare, sanitaria, aumento della povertà e della migrazione climatica, ovvero determinata dalla necessità di sfuggire a condizioni climatiche avverse dovute al cambiamento climatico.

Colonialismo ambientale

La crisi climatica è legata alla storia della schiavitù e del colonialismo delle potenze occidentali. Il razzismo ambientale trae le sue origini dal sistema coloniale di espansione che acquisiva terreni e risorse mediante espulsione e oppressione, ascrivendo e legittimando tali comportamenti predatori con idee suprematiste. Il meccanismo predatorio di dislocazione permane nel sistema attuale, mediante fenomeni di dumping ambientale e sociale.

Nei Paesi Sviluppati, in cui le forme di marginalizzazione sono presenti ma normalizzate e non contrastate , il razzismo sistemico inficia gravemente la sicurezza delle persone razzializzate anche rispetto ai cambiamenti climatici a cui sono più esposte e da cui sono meno protette a causa di iniquità socio- economiche.

La svalutazione sistemica dei corpi non bianchi è stata incorporata nei processi economici ed estesa alla qualità dell’ambiente e all’inquinamento. La diversa attribuzione di valore determina l’assenza di tutela adeguata. Il razzismo ambientale è emanazione del razzismo capitalista.

Picking cotton on a plantation in the South in 1913 — Jerome H. Farbar

Razzismo ambientale e covid-19

I gruppi marginalizzati hanno statisticamente meno accesso ad assistenza sanitaria e sono maggiormente esposti all’inquinamento, ciò, unito a fattori come l’affollamento abitativo, l’assenza totale o parziale di adeguate tutele lavorative e condizioni di precarietà determinate da status giuridici non definiti a causa di leggi inadeguate o percorsi eccessivamente burocratizzati, contribuisce in maniera esponenziale ad una maggiore vulnerabilità al virus.

Le iniquità sociali si sommano le une alle altre rendendo più esposto ai rischi della pandemia chi è già più vulnerabile.

Donne, razza e stipendio

Se per far fronte a possibili criticità saranno necessarie spese personali improvvise, le persone che percepiscono uno stipendio minore a causa di discriminazioni sistemiche saranno più colpite da tali criticità. Negli Stati Uniti le donne nere sono pagate il 38% in meno rispetto  agli uomini bianchi e il 21% in meno rispetto alle donne bianche. Il tutto considerando che una donna nera su cinque è l’unico breadwinner del suo nucleo familiare.

La prima linea dimenticata

La tutela dell’ambiente ha sempre visto schierate in prima linea proprio le persone BIPOC. Eppure risultano sempre le prime escluse dal dibattito, sia per quanto riguarda la gestione del territorio e delle risorse, sia per quanto riguarda la rappresentazione mediatica.

Non è un caso se Xiye Bastida, in un’intervista per The Elders, ha dovuto e voluto ribadire l’importanza di non definire lei e gli altr* attivist* i Greta Thumberg del loro paese.

Giustizia Ambientale

La giustizia ambientale implica il diritto per tutti ad un ambiente sano. Mira ad abbattere le iniquità e le discriminazioni e a modificare la tendenza delle politiche ambientali di escludere, se non danneggiare, le persone razzializzate.

La definizione ufficiale dell’Environmental Protection Agency degli Stati Uniti :

La giustizia ambientale è il trattamento equo e il coinvolgimento significativo di tutte le persone indipendentemente da razza, colore, origine nazionale o reddito, rispetto allo sviluppo, all’attuazione e all’applicazione di leggi, regolamenti e politiche ambientali.

Intersezionale o non sarà

Per realizzare un mondo equo e sostenibile è necessario integrare l’antirazzismo nella lotta contro le criticità derivate dal cambiamento climatico.

L’approccio alla sostenibilità deve essere intersezionale. Tenere conto delle diseguaglianze e del modo in cui si intersecano tra loro è essenziale, quanto funzionale, per realizzare la sostenibilità sociale, parte integrante della sostenibilità. Sposare l’idea della giustizia ambientale per contrastare il razzismo ambientale è necessario per costruire un sistema che abbandoni retaggi coloniali e strutture razziste.

Fonti:

  • H. A. Washington, How environmental racism is fueling the coronavirus pandemic
  • Bassolas, Sousa, Nicosia, “Diffusion segregation and the disproportionate incidence of COVID-19 in African American communities”
  • “Environmental Justice & Environmental Racism “[greenaction.org]
  • M. Robinson, “Climate Justice”
  • “Black women are paid less than white men and white women”, [leanin.org]
  • “Environmental Justice”, [epa.gov]
  • Pukido,”Geographies of race and ethnicity II: Environmental racism, racial capitalism and state-sanctioned violence”
  • Laurie,”This Is How Racist Your Air Is”

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