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Se cadono le montagne di Zerocalcare: il campo di Makhmour

Se cadono le montagne è il nuovo reportage a fumetti di Zerocalcare uscito sul numero 1418 del 15 giugno. Zerocalcare ritorna ai temi Kobane calling per restituirci il resoconto di cosa accade attualmente nel nord dell’Iraq, in quella terra sospesa tra lraq, Iran e Turchia.

Il reportage si concentra sui bombardamenti con cui la Turchia di Erdogan sta cercando di distruggere la presenza curda sulle montagne. Non si tratta solamente di bombardamenti sporadici atti a destabilizzare il KCK ovvero l’unione delle comunità curde, ma di distruggere il sistema che esse promuovono e la forza militare con cui lo difendono. Il KCK è un’organizzazione politica che porta avanti il sistema di confederalismo democratico teorizzato da Abdullah Öcalan. Esso comprende il PKK, PYD, PJAK e il PCDK.

Abdullah Öcalan

Nei toni grigi ed emotivi del fumetto prende vita la realtà di Makhmour, un campo profughi, realizzato nel 1998 dalle persone curde per sfuggire alla repressione turca. Makhmour viene dipinto dalla propaganda curda come un luogo di degrado, ma le testimonianze raccolte da Zerocalcare raccontano qualcosa di ben diverso. Makhmour è stata costruita dagli sfollati decisi a rimanere uniti nonostante i tentativi della Turchia di frammentarli in comunità incapaci di organizzarsi. Per distruggere questo afflato di autodeterminazione sono stati mandati nel territorio dov’è sorto Makhmour, un ambiente desolato ed arido, privo di strutture. Ma la volontà delle persone ha reso Makhmour la loro casa. Hanno eretto edifici, creato scuole e un filo narrativo quotidiano, basato sempre sul confederalismo democratico. Makhmour è resistenza ed autoderminazione concretizzate da un popolo perseguitato. Attualmente Makhmour è oscurato su google maps.

Il campo è supportato dal UNHCR, ma nonostante questo riconoscimento internazionale la sua difesa è demandata a chi vi abita. Quando nel 2012 Daesh (ISIS) ha acquisito il controllo di una buona porzione di Iraq un sistema di difesa MPU è stato posto in essere per tutelare il campo e i suoi residenti. Nel 2014 Daesh ha fatto nuovamente rotta sul campo, ma i residenti hanno evacuato i civili e iniziato una strenua resistenza, supportati dai combattenti delle montagne.

Erdogan è pienamente cosciente del fatto che fino a che le montagne saranno zona libera in cui prospera il sistema ideato da Öcalan le prospettive di un sistema neo ottomano sono limitate. La resistenza curda è molto più che un conflitto, è un’idea e le idee nella Turchia repressa e repressiva di Recep Tayyip Erdoğan e del suo AKP sono una vera e propria minaccia.

Per questo il lavoro di Zerocalcare è prezioso e deve essere letto e diffuso, perchè è la narrazione visiva e verbale di una storia umana ed organica di resistenza, strenua ed orgogliosa. Diffondere la storia, protestare, parlare ed indignarsi è il minimo sostegno essenziale che tutti noi possiamo mettere in atto per spingere quest’Europa a fare qualcosa di più che bacchettare un dittatore, arrivare ad opporvisi, a chiamarlo con il suo nome, a denunciarlo e a supportare chi resiste.

Zerocalcare con Se cadono le montagne ci informa ed ammonisce, perché è facile immaginare un campo profughi in un’ottica pietista ed ascrivere l’esperienza ai perimetri immaginifici semplicemente derivati da ciò che ci è dato sapere. Forse è fin troppo facile e comodo, perchè avere pietà spesso significa provare un sentimento empatico ma non partecipativo e senza partecipazione ed azione, la solidarietà rimane vuota. Campo profughi può essere un termine di copertura per ambienti di ammassamento e degrado, di umiliazione ed annichilamento, può essere un luogo di accoglienza, un luogo di disperazione, un luogo senza tempo e senza dimensioni nel reale ascritto semplicemente a ciò che è donato e concesso in cui desiderio e volontà vengono erosi dall’attesa. Queste realtà ci sono e dovrebbero essere narrate più onestamente e più frequentemente. Campo profughi però, può essere anche resistenza e rinascita, può essere il luogo fisico di incubazione di nuove prospettive politiche e pratiche, può essere vita. Makmour non è un punto bianco sulle mappe virtuali di Google e non dovrebbe essere un punto bianco nel novero delle cose di cui non abbiamo voglia e tempo di occuparci.

Come il Kurdistan, come la resistenza, come la repressione che Erdogan rinforza ogni giorno.

Per saperne di più sul PKK e il Curdistan iracheno vi consigliamo la lettura di Kobane Calling di ZeroCalcare.

Kobane calling

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